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Economia
Borsa svizzera rimane debole
Redazione
11 anni fa

La borsa svizzera rimane debole con l'indice SMI dei principali titoli che a meno di due ore dalla chiusura segna una flessione dell'1,75% a quota 8'663.46, mentre l'indice complessivo SPI arretra dell'1,74% a 8'935.95 punti. L'inizio dell'anno è stato negativo su tutte le principali piazze europee, in forte calo dopo il crollo dei listini asiatici nonostante la crescita dell'indice Pmi manifatturiero dell'Eurozona a dicembre. Anche Wall Street ha avviato le contrattazioni con un tonfo del 2,01%. Le borse cinesi di Shanghai e Shenzhen, dopo aver segnato una flessione di oltre 7 punti percentuali, sono state costrette stamane alla chiusura "forzata" in base a un meccanismo automatico di "interruzione degli scambi" introdotto proprio oggi - primo giorno di negoziazione del 2016 - per frenare la volatilità sui mercati asiatici. Il blocco ha fatto seguito alla nuova frenata a dicembre per l'industria cinese, con l'indice Pmi manifatturiero sceso a 48,2 punti, sotto le attese degli analisti che si aspettavano invece una crescita. Si è trattato, ricorda l'agenzia Bloomberg, del quinto mese consecutivo in calo, la serie negativa più lunga dal 2009. I listini subiscono inoltre le ripercussioni delle tensioni tra Iran e Arabia Saudita. Sulla piazza zurighese le perdite più consistenti vengono fatte segnare dal segmento del lusso, con Swatch in arretramento del 4,28%, mentre Richemont lascia sul terreno il 3,26%. Molto deboli anche i bancari (Credit Suisse -2,81%; Ubs - 2,56%; Julius Bär -2,20%), così come gli assicurativi: Zurich Insurance in particolare cede il 3,33%. Resistono meglio i titoli difensivi, che pur essendo in rosso, fanno meglio dell'andamento generale del mercato: il colosso dell'alimentare Nestlé flette dell'1,01%, Novartis dell'1,15% e Roche dell'1,00%.

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