
La Borsa svizzera rallenta nel pomeriggio ma continua ad essere orientata al rialzo, con l'indice SMI dei principali titoli che a due ore dalla chiusura segna un progresso dello 0,49% a 9'035,20 punti, mentre l'indice completo SPI avanza dello 0,48% a quota 9'256,38. I mercati sono influenzati positivamente dai verbali dell'ultima riunione della Fed americana, secondo cui dicembre potrebbe essere il momento buono per un aumento dei tassi di interesse, fermi a zero da sette anni. La stretta monetaria dovrebbe comunque avvenire a piccoli passi, in quello che potrebbe essere il ciclo di rialzi più lento della storia. Sulla piazza zurighese, dopo un andamento altalenante, sono di segno meno i titoli del lusso, con Swatch in flessione dello 0,63% e Richemont che cede leggermente lo 0,06%. Il ribasso è da mettere in relazione alle statistiche sulle esportazioni orologiere, scese in ottobre per il quarto mese consecutivo, con una contrazione su base annua del 12,3%. Sotto la linea della parità pure Syngenta (-2,58%), la sempre volatile Transocean (-2,62%) - molto esposta alle variazioni dei prezzi del petrolio - e ABB (-0,21%). Tra i valori finanziari spicca la performance di Julius Bär (+2,20%), ma in progresso risultano anche UBS (+1,16%) e Credit Suisse (+1,11%), la cui assemblea degli azionisti ha dato oggi via libera a un aumento di capitale pari a 6 miliardi di franchi. Sostengono i listini pure i pesi massimi difensivi: Novartis sta guadagnando lo 0,84%, Roche lo 0,44% e il colosso dell'alimentare Nestlé lo 0,53%. Swisscom, punita dalla Commissione della concorrenza con una multa di 7,9 milioni di franchi per posizione dominante sul mercato delle connessioni a banda larga, sta avanzando dello 0,48%. Il principale operatore telecom elvetico ha annunciato che presenterà ricorso.
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