
La Borsa svizzera perde vigore nel corso del pomeriggio, con l'indice SMI dei principali titoli che a due ore dalla chiusura segna una leggera progressione dello 0,10% a 9.208,98 punti, mentre l'indice complessivo SPI sale dello 0,11% a quota 10.554, 83. Sul piano politico continuano a pesare le incertezze legate alla crisi catalana, mentre dagli Usa giunge notizia delle prime stime relative al pil americano, cresciuto nel terzo trimestre del 3% nonostante gli uragani Harvey e Irma che si sono abbattuti su Texas e Florida. Il dato è superiore alle attese degli analisti. Sopra le aspettative anche il dato relativo ai consumi, saliti del 2,4%. Sul fronte interno l'attenzione è sempre puntata su Ubs, che stamane ha annunciato utili sul terzo trimestre di 946 milioni di franchi, in aumento del 14% su base annua. La performance, anche in questo caso, è migliore delle previsioni ma il titolo in borsa, dopo una partenza in netto rialzo, si è progressivamente spento scivolando sotto la soglia della parità (-0,70%), forse a causa della grande prudenza manifestata dall'istituto relativamente agli obiettivi futuri. Deboli pure Credit Suisse, che cede l'1,25%, e Julius Bär (-0,76%). Nel comparto assicurativo cedono terreno SwissLife (-1,19%), Swiss Re (-0,53%) e in misura minore Zurich (-0,13%). Stamane ha informato sull'andamento degli affari anche LafargeHolcim, che nel terzo trimestre ha accusato un calo degli utili del 58,5% a 433 milioni di franchi. L'azione del colosso del cemento, scivolato in apertura di contrattazioni di oltre il 2%, si è parzialmente ripreso (-0,26%). Contrastati i valori ciclici, più sensibili alle variazioni congiunturali: ABB arretra dello 0,08%, e Sika dello 0,27%; avanzano invece Adecco (+0,90%) e Geberit (+0,55%). Tra i pesi massimi difensivi, giudicati resistenti alle crisi, sostengono i listini Roche (+0,65%) e marginalmente Novartis (+0,06%. Invariato il gigante dell'alimentazione Nestlé. Completano il quadro dei 20 titoli principali Givaudan (-0,73%), Lonza (+2,05%), SGS (+0,50%) e Swisscom (-0,06%). Sul mercato allargato Clariant, che è arrivata a perdere oltre il 6%, sembra contenere le perdite (-1,65%) : il gruppo chimico basilese ha indicato in apertura di seduta che rinuncia alla fusione con l'americana Huntsman.
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