
La borsa svizzera prosegue la seduta in territorio negativo con l'indice SMI dei principali titoli che a due ore dalla chiusura segna una flessione dello 0,61% a 7'732,01 punti, mentre l'indice complessivo SPI arretra dello 0,67% a quota 8'471,66 La piazza zurighese segue quindi il movimento al ribasso in atto in tutta Europa, mentre gli operatori soppesano gli effetti del taglio alla produzione deciso mercoledì dai paesi Opec. Sui mercati aleggiano inoltre numerose incertezze legate al referendum costituzionale italiano di domenica, che potrebbe innescare una crisi di governo, ma gli occhi sono rivolti anche all'Austria, dove si vota per l'elezione del presidente. Dagli Stati Uniti giunge intanto notizia che l'economia americana a novembre ha creato 178 mila nuovi posti di lavoro, in linea con le aspettative. Il tasso di disoccupazione è sceso dal 4,9% al 4,6%, ai minimi dall'agosto 2007. Sul fronte interno i listini sono trascinati verso il basso dai farmaceutici Roche (-1,53%) e Novartis (-0,87%), mentre il colosso dell'alimentare Nestlé (+0,45%) rimane a galla. Deboli pure i bancari - scivolano all'indietro Ubs (-2,10%), Credit Suisse (-2,73%) e Julius Bär (-0,60%) - così come il segmento del lusso, con Swatch in arretramento dello 0,50% e Richemont dello 0,69%. Sopra la soglia della parità Swiss Re (+0,27%). Il riassicuratore zurighese, in occasione della giornata degli investitori, ha detto oggi di prevedere un aumento dei dividendi in funzione dei risultati e ha confermato i propri obiettivi aziendali. Negative invece Zurich Insurance (-0,46%) e Swiss Life (-1,23%). Sul mercato allargato Meyer Burger, gruppo industriale bernese specializzato nel fotovoltaico, ha fatto approvare dai propri azionisti un aumento di capitale che dovrebbe permettere la raccolta di 160 milioni di franchi. Il titolo, durante l'assemblea, è stato sospeso e una volta riammesso alle quotazioni è subito apparso in difficoltà: attualmente sta perdendo il 4,71%.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

