
Prosegue in rosso la giornata di oggi per la Borsa svizzera. Alle 15:00 circa l'indice dei titoli guida SMI perdeva lo 0,69% a 8'888,21 punti e quello allargato SPI lo 0,75% a 10'111,15. Tutti i mercati, compreso quello elvetico, sono fortemente influenzati dalle crescenti tensioni fra gli Stati Uniti e la Corea del Nord e la retorica sempre più aggressiva tra i due Paesi continua ad essere il tema dominante. Secondo gli analisti contattati dall'agenzia awp, è poco probabile che si arrivi ad un vero e proprio tonfo delle Borse, ma se la situazione non dovesse cambiare non sono da escludere importanti e repentini cambiamenti di umore sui mercati. Nemmeno la pubblicazione di attesi dati congiunturali ha smosso particolarmente le cose. L'inflazione negli Stati Uniti in luglio è salita dello 0,1%, al di sotto delle attese degli analisti, che scommettevano su un aumento dello 0,2%. L'indice core, al netto di energia e alimentari, è salito dello 0,1%. Sul fronte elvetico gli occhi sono puntati su Credit Suisse, che ha vietato ai suoi trader di effettuare transazioni relative al debito del Venezuela e con prodotti finanziari emessi da Caracas. La banca esaminerà più in generale le relazioni con questo Paese per assicurarsi che non vi siano rischi per la sua reputazione. Il titolo è in contrazione dell'1,17%. Al momento fra i titoli dello SMI solamente Sika, con un incremento dello 0,23%, viaggia in territorio positivo. Oltre alla già citata Credit Suisse, risultano particolarmente pesanti Julius Bär (-1,64%), Swatch (-1,32%), Richemont (-1,14%) e LafargeHolcim (-1,12%). Sul mercato allargato Conzzeta perde il 3,85%. Il conglomerato industriale zurighese, che controlla fra l'altro il marchio di articoli sportivi e di montagna Mammut, ha archiviato il primo semestre dell'anno con utili in ascesa del 44% su un anno a 30 milioni di franchi.
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