
Prosegue in rosso questo pomeriggio la Borsa svizzera, come le maggiori consorelle europee, con valori ulteriormente in ribasso rispetto a stamane. Verso le 15.30 l'indice dei valori guida SMI segnava 7310.27 punti, in calo dell'1,25%, mentre l'indice allargato SPI era a 6030.7 punti, in perdita dello 1,26%. Per quanto riguarda le blue chips è rimasta costantemente a galla soltanto Nestlé (+0,49%), di cui si svolge oggi a Losanna l'assemblea generale con il ritiro di Peter Brabeck da CEO. Alle 15.30 erano però in territorio positivo anche Syngenta (+0,76) e Synthes (+0,36%). Cede più di tutti il gruppo chimico basilese Clariant (-4,58%), seguito da Nobel Biocare (-4,35%). Anche le due grandi banche sono fra i maggiori perdenti della giornata: UBS -3,06%, CS -2,25%. La crisi finanziaria continua a gravare sul settore. Fra i pesi massimi, anche Novartis è in forte calo (-2,14%): il CEO Daniel Vasella ha dichiarato che la congiuntura rimane difficile per il settore farmaceutico. L'altro peso massimo del settore, Roche, segna un -1,64% dopo una partenza positiva: il mercato si attende cattivi risultati per la filiale USA Genentech. Come il mercato si attendeva, la Banca centrale europea ha lasciato i tassi d'interesse invariati, mantenendo il pronti contro termine, il suo tasso principale, al 4%. La Banca d'Inghilterra ha invece tagliato il tasso di riferimento di un quarto di punto al 5% dal 5,25%. Da oltre Atlantico è giunta la notizia che il deficit commerciale statunitense a febbraio è salito del 5,7% a 62,3 miliardi di dollari. Le previsioni erano per un calo a 57,5 miliardi di dollari. D'altro canto, le richieste di sussidio di disoccupazione la scorsa settimana sono diminuite di 53.000 unità a quota 357.000. Meglio di quanto si prevedesse. ATS
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