
La Borsa svizzera prosegue in leggero rialzo anche nel primo pomeriggio, con l'indice principale SMI che verso le 14:50 sale dello 0,13% a 9'110.38 punti, quello allargato SPI dello 0,21% a 10'389.93 punti. A trainare in alto il listino zurighese sono soprattutto il colosso farmaceutico Novartis (+0,49%), nonché SGS (+4,06%), Lonza (+1,29%), l'assicurativo Zurich Insurance (+0,42%) e Geberit (+0,73%). In controtendenza invece il gigante alimentare Nestlé (-0,37%), la multinazionale del cemento LafargeHolcim (-0,80%), ABB (-0,25%), il titolo del lusso Richemont (-0,17%), il bancario Julius Baer (-0,62%), Adecco (-0,61%) e Swisscom (-0,10%). Credit Suisse e UBS sono al momento invariate. A livello macroeconomico, di rilevanza soprattutto i dati riguardanti gli Stati Uniti e la Germania. Di poco fa l'annuncio che l'economia americana cresce nel secondo trimestre del 3,1%. Il dato è superiore alle attese degli analisti che scommettevano su un +3,0%. Nel primo trimestre l'economia americana è cresciuta dell'1,4%. Sempre relativo agli Usa il dato sulle richieste di sussidi alla disoccupazione, che la scorsa settimana sono salite di 12.000 unità a quota 272.000. Il dato è peggiore delle attese degli analisti, che scommettevano su quota 270.000. L'aumento è legato all'uragano Irma in Florida. Per quanto riguarda la Germania, è stata diffusa la previsione della crescita del Pil tedesco per il 2017 stimata a +1,9%, più alta rispetto a quella prevista nella prima metà dell'anno dell'1,5%. Lo riferiscono i dati riportati dai 5 maggiori istituti tedeschi di ricerca economica, riuniti oggi in conferenza stampa a Berlino. Per il 2018 è prevista una crescita economica del 2%. Un altro dato importante proveniente dalla Germania riguarda l'inflazione tedesca misurata in base all'indice armonizzato agli standard Ue, che ha registrato a settembre un rialzo dell'1,8% su base annua, secondo la lettura preliminare, comunicata dall'Ufficio federale di statistica. Il dato è inferiore alle stime degli economisti che avevano previsto un aumento dell'1,9%. Su base mensile i prezzi sono rimasti fermi mentre le stime erano per un rialzo dello 0,1%.
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