
Inizio di settimana in forte ribasso per la borsa svizzera, che ricalca una tendenza ampiamente in atto anche sugli altri mercati: alle 09.10 l'indice dei valori guida SMI segnava 8529,34 punti, in flessione del 3,06% rispetto a venerdì. Il listino globale SPI lasciava sul terreno il 3,02% a 8683,24 punti. L'umore degli investitori, già scosso dalle perdite della settimana scorsa (venerdì a Wall Street il Dow Jones è sceso del 3,12% a 16'459,75 punti) è ulteriormente peggiorato in seguito al crollo delle borse asiatiche, che hanno oggi subito il maggiore arretramento da quattro anni a questa parte. Nella bufera è rimasta in particolare Shangai (-8,80%), ma le vendite hanno interessato anche Tokyo (Nikkei -4,61% a 18'540,68 punti). Anche le altre piazze europee hanno avviato le contrattazioni deboli: nel dettaglio vanno segnalate Francoforte (Dax -3,15% a 9805,72 punti), Parigi (Cac 40 -3,57% a 4465,48 punti), Londra (Ftse-100 -2,62% a 6025,27 punti) e Milano (Ftse Mib -3,62% a 20'936 punti). Sul fronte interno scarseggiano le notizie riguardanti le blue chip. Tutti i titoli scendono di almeno il 2%, con una punta di quasi il 5% per UBS.
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