
La borsa svizzera, dopo una partenza in rialzo, rallenta vistosamente con l'indice SMI dei titoli guida che in fine di mattinata segna un leggero progresso dello 0,10% a 7'835,58 punti, mentre il listino complessivo SPI avanza dello 0,05% a quota 8'582,84. La piazza di Zurigo si muove nella scia delle altre principali borse europee, dopo l'inatteso balzo dell'indice Pmi sulla fiducia delle imprese in Cina e dopo le decisioni delle Banche centrali di Giappone e Australia di lasciare invariata la loro politica monetaria. Mancano peraltro impulsi da parte delle maggiori aziende dato che la stagione della pubblicazione dei risultati trimestrali sta osservando un periodo di pausa. L'attenzione degli investitori è quindi rivolta alle decisioni di politica monetaria e alle imminenti elezioni presidenziali negli USA. Mercoledì si riunisce la FED americana ma non sono previsti mutamenti di rotta. Sul fronte interno appaiono contrastati i pesi massimi difensivi con il colosso dell'alimentare Nestlé in progressione dello 0,70%, mentre scivolano all'indietro Novartis (-0,21%) e Roche (-0,70%). Prevalentemente positivi i bancari: Credit Suisse, che giovedì pubblica i risultati del terzo trimestre, fa un balzo dell'1,30% e UBS sale dello 0,57%. Julius Bär (-0,02) invece tenta a fatica di mantenersi a galla. Sopra la soglia della parità il segmento del lusso: Swatch progredisce dello 0,17% e Richemont dello 0,31%. Oggi è stato reso noto che ChemChina ha prolungato per la quarta volta la sua offerta pubblica di acquisto di Syngenta: in borsa il titolo dell'industria agrochimica basilese sta perdendo lo 0,28%.
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