
Fuggi fuggi dai titoli azionari oggi su tutte le borse europee e negli USA. Già in calo in mattinata, le piazze del Vecchio Continente hanno reagito con pesanti ribassi ai dati macroeconomici americani diffusi nel pomeriggio, peggiori delle attese. I listini si sono ulteriormente appesantiti con il tonfo a Wall Street, tanto che l'indice SMI dei valori guida della Borsa svizzera è arrivato dopo le 16:00 a perdere oltre il 5%. Lo SMI ha chiuso a quota 5196,00 in calo del 4,15%, dopo avere toccato un minimo di giornata a 5128,79 punti. L'indice SPI è sceso pure del 4,15% a 4727,20 punti. Si stanno diffondendo timori di una recessione a livello mondiale, che si aggiungono alle preoccupazioni per la crisi del debito di Eurolandia, hanno indicato gli operatori. La miccia che ha fatto scattare i ribassi pomeridiani è stato il dato sulle richieste americane di sussidio di disoccupazione, aumentate la settimana scorsa di 9'000 unità a 408'000 unità. Gli economisti avevano stimato un incremento a 400'000 unità. La mazzata è poi giunta con l'indice Fed di Philadelphia, che monitora l'attività del comparto manifatturiero nel distretto orientale americano, sprofondato ad agosto a -30,7 dopo il +3,2 di luglio. Si tratta del dato peggiore da marzo 2009. Gli economisti avevano stimato un calo a 2 punti. La spirale discendente ha trascinato pesantemente al ribasso i titoli finanziari, anche a causa della temuta imposta sulle transazioni del settore. Il Credit Suisse ha lasciato sul terreno l'8,46% a 21,32 franchi, l'UBS l'8,35% a 10,65 franchi. La Julius Bär ha ceduto il 6,27% (a 29,02 franchi), Zurich Financial il 5,09% (a 166,10 franchi) e Swiss Re il 4,62% (a 40,01 franchi). L'ondata di vendite ha spinto nettamente al ribasso anche i titoli difensivi di peso, che in mattinata erano riusciti in una certa misura a limitare le perdite: Nestlé è arretrata del 3,05% (a 49,35 franchi), Novartis del 2,79% (a 43,96 franchi). Un po' più contenuta la flessione di Roche (-2,17% a 130,70 franchi). In profondo rosso anche ABB (-6,73% a 15,93 franchi), Adecco (-6,46% a 34,61 franchi) e Holcim (-8,04% a 44,03 franchi). Il gigante del cemento ha indicato stamane di avere registrato un calo del 4,2% dell'utile netto semestrale a 586 milioni di franchi e del 7% per il giro d'affari a 10,14 miliardi. Il risultato operativo a livello di Ebitda è sceso del 19% a 1,9 miliardi. Il gruppo precisa che a gravare sui risultati sono in particolare i costi elevati dell'energia, delle materie prime e dei trasporti. A ciò bisogna aggiungere la forza del franco rispetto alle altre divise. ATS
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