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Economia
Borsa svizzera: mattinata si conferma in rialzo, UBS +7% e CS +6%
Redazione
10 anni fa

Trascinata da titoli bancari euforici la borsa svizzera conferma il trend al rialzo avviato ieri sulla scia della vittoria di Donald Trump nelle presidenziali americane: alle 11.15 l'indice dei valori guida SMI segnava 7984,71 punti, l'1,10% in più di ieri. Il listino globale SPI guadagnava l'1,00% a 7984,71 punti. Sul mercato è in atto una sorta di "rally del sollievo", commentano gli operatori. "Siamo stati a lungo inibiti da queste elezioni, ora la diga si è rotta". L'incertezza che tanto intimoriva gli investitori si è dissipata. Nelle sue prime uscite Trump ha inoltre usato toni concilianti. Ma soprattutto il 45esimo presidente ha promesso di aumentare gli investimenti statali in infrastruttura. Magari - osservano in tanti - non riuscirà a fare tutto quanto promesso, ma se terrà fede anche solo in parte alla parola data i benefici congiunturali si vedranno. La prospettiva di un cambiamento ai vertici del governo americano ha messo le ali bancari UBS (+7,55%), Credit Suisse (+6,08%) e Julius Bär (+5,55%): da una parte è attesa maggiore inflazione e quindi tassi in rialzo, dall'altra ci si aspetta che le normative del settore non vengano inasprite o siano addirittura allentate. Nello stesso comparto finanziario tonici sono anche gli assicurativi Swiss Life (+2,17%), Zurich (+2,00%) - che ha presentato il bilancio dopo nove mesi - e Swiss Re (+1,36%). Bene orientati sono pure i valori più sensibili ai cicli economici come ABB (+2,12%), Adecco (+2,60%), Geberit (+1,19%) e LafargeHolcim (+3,29%). Nel segmento del lusso Swatch (invariata) appare meno ispirata di Richemont (+0,67%). Si confermano positivi anche i titoli farmaceutici Novartis (+1,24%), Roche (+1,27%) e Actelion (+1,53%), fortemente avanzati ieri con l'allontanarsi del pericolo di una stretta sul prezzo dei medicamenti, un progetto portato avanti dalla candidata democratica Hillary Clinton. Fra i pochi titoli in calo figura Syngenta (-0,21%), che come ieri soffre per le incognite riguardo alla fusione con ChemChina, alla luce del cambiamento di inquilino alla Casa Bianca. In difficoltà anche Givaudan (-3,90%) dopo un mutamento di raccomandazione da parte di Citigroup. Nel mercato allargato occhi puntati su Sunrise (-2,05%), che ha reso noto i trimestrali, e su LEM (-5,11%), che ha fornito le indicazioni relative del primo semestre dell'esercizio 2016/2017.

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