
La mattinata si presenta poco dinamica alla borsa svizzera: alle 11.30 l'indice dei valori guida SMI segnava 8264,58 punti, in progressione dello 0,06% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI guadagnava lo 0,05% a 9004,71 punti. Nonostante il nuovo record fatto segnare dalla borsa americana - con il Dow Jones che ha comunque mancato ancora la soglia dei 20'000 punti - gli investitori stanno disertando il mercato. "Nella terzultima seduta del 2016 non vogliono più impegnarsi: l'anno è ormai finito", ha commentato un operatore. Dappertutto scarseggiano le novità di rilievo e non è prevista la pubblicazione di dati congiunturali. Nemmeno la borsa di Londra, che ieri era chiusa, ha fornito impulsi. Sul fronte interno stanno arretrando i bancari UBS (-0,49%), Credit Suisse (-0,33%) - Moody's ha confermato il rating A1, dopo l'accordo da 5,3 miliardi negli Usa - e Julius Bär (-0,03%). In rosso è anche il comparto assicurativo, con Zurich che perde lo 0,14%, Swiss Re lo 0,56% e Swiss Life lo 0,24%. Fra i valori maggiormente sensibili alla congiuntura LafargeHolcim (+0,37%) e ABB (+0,37%) appaiono più toniche di Geberit (+0,07%) e soprattutto di Adecco (-0,67%). Positivo è il segmento del lusso, con Richemont (+0,45%) più ispirata di Swatch (+0,06%). Actelion (-0,27%) è sotto la linea: alcuni osservatori si aspettano novità riguardo a possibili fusioni ancora prima della fine di dicembre. L'ultima indicazione ufficiale è che l'azienda renana sta conducendo negoziati esclusivi con Johnson&Johnson. Aiutano il listino Novartis (+0,81%) e Roche (+0,30%), mentre si smarca il terzo peso massimo difensivo, Nestlé (-0,34%), Nel mercato allargato sotto pressione è Accu Holding (-27,43%), dopo che l'autorità di sorveglianza della borsa SIX ha stabilito come il gruppo, in difficoltà finanziarie e con gravi problemi di liquidità, non sia più in grado di rispettare gli obblighi legati al mantenimento della quotazione: le azioni saranno perciò sospese dal 3 gennaio. Uscirà da parte sua definitivamente dalla borsa, ma in aprile, Norinvest Holding (-3,85%): la decisione è stata presa per motivi di costi, tenendo conto anche dei bassi volumi di contrattazione.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

