
Dopo un avvio con perdite contenute, la Borsa svizzera si è appesantita, trascinata al ribasso soprattutto dai titoli finanziari. Poco dopo le 09.20, l'indice SMI dei titoli guida era a quota 5299,41, in calo dello 0,41%. L'indice complessivo SPI perdeva lo 0,58% a 4367,49 punti. Nel segmento bancario i timori sono in ascesa dopo i deboli dati dall'americana State Street e sulla scia delle speculazioni sulle perdite nel 2008 del Credit Suisse, hanno osservato gli operatori. La banca è in discesa del 5,19%, mentre l'UBS arretra del 2,54%. La Julius Bär è in perdita del 4,48%. Come ieri forte flessione per gli assicurativi: -6,26% per Swiss Re, -6,08% per Swiss Life, -5,35% per Zurich Financial e -1,86% per la Bâloise. I timori per l'andamento del comparto finanziario sono ampliati dalla cessazione da venerdì scorso del divieto delle vendite allo scoperto sulla piattaforma londinese della borsa svizzera. Ancora una volta la Roche si è rivelata una sostegno del mercato, avanzando dell'1,76%. Il medicinale Actemra della Roche, sviluppato dalla filiale nipponica Chugai, è stato omologato dall'Unione europea per la cura dell'artrite reumatoide. Novartis è al di sotto della parità (-0,84%) malgrado abbia ottenuto un'autorizzazione in Giappone per alcuni suoi farmaci. La Nestlé sale dello 0,84%. Sul mercato allargato, Barry Callebaut segna una contrazione del 10,75%. Il produttore zurighese di cioccolato ha realizzato nel primo trimestre dell'esercizio 2008/09 un fatturato di 1,43 miliardi di franchi, in crescita su base annua dello 0,7%. In valute locali la progressione si attesta al 7,2%. I dati sono nettamente inferiori alla previsioni degli analisti interpellati dalla Reuters, che puntavano su un giro d'affari di 1,55 miliardi. ATS
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