
Mattinata in discesa per la Borsa svizzera, trascinata al ribasso dalla chiusura sfavorevole di ieri a Wall Street e di stamane in Asia. L'indice dei titoli guida SMI poco prima delle 11.40 era a quota 6248,98, in flessione dello 0,49%. L'indice allargato SPI segnava 5369,79 punti (-0,44%). Sul listino principale in particolare pesano l'ABB e la Lonza, che hanno pubblicato stamane i risultati trimestrali. In forte calo anche i due giganti farmaceutici - la Novartis cede lo 0,66%, la Roche lo 0,67% - e la Nestlé, che è in perdita dello 0,80%. Ieri sera l'agenzia di rating Moody's ha confermato il voto "Aa1" attribuito al gigante alimentare, ma ha abbassato le prospettive. Positivi invece i titoli finanziari. La Lonza sta subendo un crollo del 16,08%. Il fabbricante di specialità per l'industria farmaceutica ha riveduto verso il basso le previsioni sugli utili di medio termine. Il gruppo basilese ha annunciato per i prossimi due anni una riduzione dei costi per 60-80 milioni di franchi. Il pacchetto di misure si tradurrà nella soppressione di 450 di posti di lavoro, pari a circa il 5% dell'organico. Per l'esercizio corrente prevede di realizzare un utile operativo di 360-380 milioni di franchi, contro 441 milioni nel 2008. L'ABB registra un calo del 3,42%. L'utile netto nel terzo trimestre è salito del 12% a poco più di un miliardo di dollari, in linea con le previsioni. Esso tuttavia comprende 380 milioni di dollari derivanti dallo scioglimento di accantonamenti. Sull'andamento del titolo ha avuto un impatto negativo la contrazione del 21% degli ordinativi in entrata nonché le previsioni per il resto dell'anno e per il 2010, hanno osservato gli operatori. Secondo un broker anche l'evoluzione dei margini è un po' deludente. Sul mercato allargato, Geberit guadagna il 5,03%. Il fabbricante di impianti sanitari è riuscito a tenere meglio delle previsioni e a livello operativo ha lavorato bene, stando agli operatori. La Strauman è invece in ribasso del 6,34%. Il produttore di impianti dentari subisce le conseguenze della crisi economica. Nei primi nove mesi dell'anno le vendite sono diminuite del 6,3%. ATS
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