
Avvio di settimana in rosso per la Borsa svizzera, come d'altronde per le altre principali piazze europee, dopo il tonfo in Asia in seguito allo stop dell'amministrazione Obama ai piani presentati da General Motors e Chrysler. Poco dopo le 11.20, il listino principale SMI era a quota 4760,09, in calo del 2,30%. L'allargato SPI registrava una flessione del 2,22% a 4009,54 punti. In forte flessione il titolo UBS, che sta lasciando sul terreno il 7,30% (a 10,54 franchi), a causa di voci su possibili nuove ingenti svalutazioni, pari almeno a 2 miliardi di dollari secondo il domenicale "Sonntag". La banca avrebbe in programma il taglio di altri 8000 posti di lavoro, dopo gli 11'000 già soppressi. Inoltre la Morgan Stanley ha peggiorato il suo giudizio sul titolo UBS, migliorando leggermente invece quello del Credit Suisse. Quest'ultimo subisce comunque una contrazione del 5,25%. La Julius Bär è in discesa del 4,76%. Male anche gli assicurativi, con Swiss Re in perdita dell'8,38%, Swiss Life del 4,82%, Zurich Financial del 4,34% e la Bâloise del 2,66%. Tutte le blue chip arretrano, tranne Roche che è in crescita marginale (+0,07%). La Nestlé è in calo del 2,01% e la Novartis dell'1,18%. In ribasso anche l'ABB (-1,96%), malgrado il gruppo elvetico-svedese abbia ricevuto dall'Irlanda una commessa di 550 milioni di dollari. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

