
La mattinata prosegue in ribasso al borsa svizzera: alle 11.00 l'indice dei valori guida SMI segnava 8071,39 punti, in flessione dello 0,35% rispetto a venerdì, mentre il listino globale SPI perdeva lo 0,41% a 8791,89 punti. Il mercato sembra voler tirare il fiato, dopo sei sedute consecutive in rialzo. Un certo sostegno è fornito dal prezzo del petrolio, tornato a salire. Ma gli investitori tendono a non impegnarsi, in attesa della riunione di mercoledì della Federal Reserve: la gran parte degli osservatori si aspetta che l'istituto aumenterà i tassi. Sul fronte interno si sta mettendo in luce ABB (+1,03%), favorita da un giudizio di Morgan Stanley. Fra i valori maggiormente sensibili alla congiuntura sta convincendo anche Adecco (+0,46%), mentre arretrano LafargeHolcim (-1,01%) e Geberit (-0,35%). Negativo è pure il segmento del lusso, con Swatch (-0,94%) ancora più in difficoltà di Richemont (-0,59%). Non aiutano il listino i pesi massimi difensivi Nestlé (-0,35%), Novartis (-0,49%) - che ha comunicato test clinici negativi relativi a due preparati - e Roche (-0,70%). L'interesse per Actelion (+0,86%) e per una sua eventuale fusione con Johnson & Johnson rimane molto forte, rendendo volatile l'azione, oggi partita in chiaro ribasso ma poi in recupero. Fra i bancari a guidare il gruppo è UBS (+0,12%), mentre arrancano Credit Suisse (-0,45%) e Julius Bär (-0,37%). Nel comparto assicurativo sorvegliata speciale è Zurich (-0,25%), che ha annunciato un'offerta per una compagnia australiana e che si muove meglio di Swiss Life (-0,77%) e Swiss Re (-0,78%). Nel mercato allargato Lonza (-6,57%) soffre per la conferma dell'interesse a rilevare l'americana Capsugel: gli investitori temono che l'operazione sarà attuata attraverso un aumento di capitale. Bâloise (-0,55%) ha potenziato il suo programma di riacquisto di azioni.
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