
La mattinata prosegue in leggero ribasso alla borsa svizzera: alle 11.00 l'indice dei valori guida SMI segnava 9299,74 punti, in flessione dello 0,13% rispetto a venerdì, mentre il listino globale SPI perdeva lo 0,16% a 10'626,08 punti. Gli operatori parlano di una lieve tendenza a realizzare i guadagni, dopo gli aumenti di corso delle settimane precedenti. Una piccola correzione a questi livelli non sarebbe una sorpresa e potrebbe anche essere considerata sana per il mercato. Tanto più che nel quadro di fondo nulla è cambiato: non vi sono quasi alternative all'investimento azionario. Su uno scacchiere più globale l'attenzione degli investitori è rivolta agli sviluppi politici in Catalogna e a un barometro congiunturale che sarà pubblicato nel pomeriggio negli Stati Uniti. Sul fronte interno le variazioni dei 20 titoli principali sono inferiori al punto percentuale. Fa eccezione LafargeHolcim (-1,22%), che penalizzata dall'abbassamento di obiettivo di corso da parte di UBS arranca dietro ad altri valori particolarmente sensibili alla congiuntura come ABB (-0,25%), Adecco (-0,46%), Geberit (-0,81%) e Sika (-0,77%). Nel segmento del lusso Swatch (+0,87%) si difende assai meglio di Richemont (-0,06%). Marciano sul posto o ripiegano i bancari UBS (-0,30%), Credit Suisse (invariata) e Julius Bär (-0,52%), che domani potrebbero ricevere nuovi impulsi con la pubblicazione dei risultati delle americane Goldman Sachs e Morgan Stanley. Nello stesso comparto finanziario le vendite interessano gli assicurativi Zurich (-0,24%), Swiss Life (-0,38%) e Swiss Re (-0,33%). Frenano Roche (-0,20%) - su cui incide un cambiamento di raccomandazione di Credit Suisse - e Nestlé (-0,12%), che secondo notizie di stampa potrebbe vendere attività negli Usa al concorrente americano Hershey. In contro tendenza è invece il terzo peso massimo difensivo, Novartis (+0,42%) Nel mercato allargato Kühne+Nagel (-4,06%) non ha soddisfatto le attese degli analisti nei primi nove mesi. Bene accolti sono stati invece i semestrali di Leclanché (+1,74%).
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