
Dopo un tonfo in apertura con l'indice SMI a -3,9%, la Borsa svizzera ha recuperato terreno. Il listino principale è poi risalito a 5207,09 punti dal minimo di giornata di 5075,10 punti, un livello non più toccato dall'aprile 2009. Poco dopo le 11.20 era a quota 5157,57 (-2,42%). L'indice complessivo SPI segnava 4719,75 punti (-2,59%). Ieri in chiusura l'indice SMI era crollato del 3,6%, terminando in rosso la nona seduta consecutiva. Secondo la piattaforma online cash, un periodo negativo di così lunga durata non era più stato registrato dal 1994. Sul finale di seduta Wall Street era precipitata, registrando una delle maggiori perdite da anni, e stamane il movimento al ribasso si è esteso alle piazze asiatiche. Dominano i timori circa l'andamento della congiuntura americana e i dubbi sulla capacità dei governi di gestire la crisi. Gli investitori non fuggono solo dai titoli azionari, bensì anche dall'euro e dal dollaro verso l'oro e il franco svizzero, considerati porti sicuri. Così l'euro ha registrato un nuovo minimo storico rispetto alla valuta elvetica e il dollaro si è riavvicinato al livello più basso segnato mercoledì. Oggi gli occhi saranno puntati sul rapporto sulla situazione del mercato del lavoro americano. A Zurigo i cali sono generalizzati. In perdita di velocità gli assicurativi Swiss Re (-3,20%) e Zurich Financial (-2,66%). In chiaro recupero rispetto all'apertura UBS (-0,90%), Credit Suisse (-2,01%) e Julius Bär (-2,25%) Tra i titoli più legati ai cicli congiunturali, ABB scende del 2,39%, Adecco dell'1,93%, Holcim del 2,85%. Cedono parecchio terreno in particolare i titoli del lusso, con Swatch Group che registra una contrazione del 4,38% e la concorrente Richemont del 3,21%. In linea con la media del listino Nestlé (-2,48%), Novartis (-2,09%) e Roche (-2,85%). ATS
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