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Economia
Borsa svizzera limita le perdite, SMI -0,22%
Redazione
12 anni fa

Giornata in territorio negativo oggi per la Borsa svizzera, ripresasi solo sul finale dopo le misure annunciate dalla Banca centrale russa a sostegno del rublo, moneta da mesi sotto pressione a causa del deprezzamento del petrolio e delle sanzioni Usa-Ue adottate in seguito alla crisi ucraina. Al termine delle contrattazioni, l'indice dei titoli guida SMI ha chiuso a 8775,88 punti, in calo dello 0,22%. In flessione anche l'indice completo SPI: -0,13% a 8642,65 punti. I banchieri centrali russi hanno deciso di vendere sui mercati internazionali parte delle enormi riserve valutarie detenute per sostenere la moneta nazionale, da alcuni giorni in caduta libera. La banca centrale ha adottato anche altri provvedimenti per puntellare il mercato e stabilizzare così la situazione. Il rublo ha quindi guadagnato terreno oggi sulle principali divise mondiali. Tuttavia, stando alla Reuters, gli investitori rimangono prudenti, nell'attesa che i timori di una bancarotta vengano definitivamente fugati. Ci vorrà del tempo, insomma, prima che ritorni la fiducia. Ma non vi è solo il rublo a turbare il sonno degli investitori. In Grecia, il Parlamento deve eleggere il futuro presidente del paese: in caso di impasse, non si possono escludere elezioni anticipate con l'avanzata dei partiti euroscettici. Inoltre, è attesa la decisione della Fed americana sui tassi di interesse. Sul listino principale, le vendite sui titoli difensivi hanno appesantito i listini. Roche ha ceduto lo 0,82% a 279 franchi, Novartis lo 0,17% a 88,95 franchi e Nestlé lo 0,14% a 70 franchi. Tra i finanziari, UBS - banca che ha chiesto l'annullamento della maxi cauzione adottata dalla giustizia francese per sospetto aiuto all'evasione - ha perso lo 0,42% a 16,74 franchi e Julius Baer lo 0,18% a 43,56 franchi. In controtendenza Credit Suisse: +0,54% a 24,30 franchi. Tra gli assicurativi, Zurich è arretrata dello 0,37% a 297,90 franchi, mentre Swiss Re è rimasta invariata a 81,30 franchi. Spettacolare ripresa di Transocean, per buona parte della giornata sotto pressione. A un'ora e mezzo dalla chiusura, il titolo della società petrolifera - rinfrancata dalla misure adottate in Russia - ha ripreso vigore chiudendo a 17,65 franchi, in crescita del 4,38%. Tra i titoli in positivo si segnalano, inoltre, Actelion (+0,45% a 112.70 franchi) e Richemont (+0,88% a 86,30 franchi).

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