
La borsa svizzera ha limato non poco i guadagni nel pomeriggio, sebbene si mantenga in rialzo grazie ai fuochi d'artificio proposti dai suoi titoli bancari: alle 15.15 l'indice dei valori guida SMI segnava 7930,06 punti, in progressione dello 0,41% in più di ieri. Il listino globale SPI guadagnava lo 0,36% a 8668,67 punti. In mattinata il mercato era apparso assai più positivo, sostenuto dagli scenari che si aprono con il nuovo presidente americano Donald Trump, in particolare riguardo all'aumento degli investimenti statali nell'infrastruttura. Il miliardario, considerato fattore di incertezza sino a due giorni or sono, viene ora visto come una chance. Tanto più che molti investitori nelle ultime settimane erano rimasti a bordo campo, mentre ora - convinti anche dai toni concilianti usati nelle prime uscite dal neopresidente - cercano di tornare rapidamente in gioco. I singoli titoli presentano andamenti tumultuosi, con forti guadagni e altrettanto marcati ribassi, una situazione poco comune. La prospettiva di un cambiamento ai vertici del governo americano ha messo le ali bancari UBS (+9,26%), Credit Suisse (+7,77%) e Julius Bär (+4,59%): da una parte è attesa maggiore inflazione e quindi tassi in rialzo, dall'altra ci si aspetta che le normative del settore non vengano inasprite o siano addirittura allentate. Nello stesso comparto finanziario tonici sono anche gli assicurativi Swiss Life (+3,15%), Zurich (+1,66%) - che ha presentato il bilancio dopo nove mesi - e Swiss Re (+1,74%). Bene orientati, pur con accenti assai diversi, sono pure i valori più sensibili ai cicli economici come ABB (+0,72%), Adecco (+3,30%), Geberit (+0,24%) e LafargeHolcim (+3,56%). Nel segmento del lusso Swatch (-1,13%) appare invece ancora meno ispirata di Richemont (+0,22%). Hanno perso chiaramente terreno rispetto alla mattinata i titoli farmaceutici Novartis (+0,14%), Roche (-0,57%) e Actelion (-1,39%), fortemente avanzati ieri con l'allontanarsi del pericolo di una stretta sul prezzo dei medicamenti, un progetto portato avanti dalla candidata democratica Hillary Clinton. Incide non poco sul listino il peso massimo difensivo Nestlé (-1,99%): un tipico porto sicuro che oggi attira ben poche caravelle. Anche Swisscom (-1,98%) sta vivendo un momento poco felice. Syngenta (-1,60%) come ieri soffre per le incognite riguardo alla fusione con ChemChina, alla luce del cambiamento di inquilino alla Casa Bianca, considerato poco filo-cinese. In difficoltà anche Givaudan (-4,17%) dopo un mutamento di raccomandazione da parte di Citigroup. Nel mercato allargato occhi puntati su Sunrise (-3,73%), che ha reso noti i trimestrali, e su LEM (-4,67%), che ha fornito le indicazioni relative del primo semestre dell'esercizio 2016/2017.
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