
Sta marcatamente perdendo slancio la borsa svizzera, che nel primo pomeriggio ha virato anche brevemente in negativo. Alle 15.05 l'indice dei valori guida SMI segnava 8589,08 punti (+0,27% rispetto a ieri), mentre il listino globale SPI era in crescita dello 0,25% a 8497,50 punti. Sul fronte congiunturale gli investitori hanno preso atto di un indice Zew tedesco peggiore delle attese, mentre dagli Stati Uniti è giunto l'ultimo dato sulle vendite al dettaglio, superiore alle previsioni. Qualche indicazione in merito alla politica monetaria potrebbe arrivare da un'audizione della presidente della Federal Reserve Janet Yellen davanti a una commissiono parlamentare Usa. Continuano intanto a suscitare preoccupazione i problemi dell'istituto portoghese Banco Espírito Santo, protagonista oggi di un nuovo scivolone in borsa. Per quanto riguarda i singoli corsi, volatili si stanno rivelando i bancari UBS (+0,97%), Credit Suisse (+0,90%) - che la settimana prossima informerà sull'andamento degli affari - e Julius Bär (-0,11%). In rialzo sono gli assicurativi Swiss Re (+0,32%) e Zurich (+0,48%). In ordine sparso si presentano i valori maggiormente sensibili ai cicli economici come ABB (-0,49%), Adecco (+0,73%), Geberit (+0,85%) e Holcim (-0,38%), nonché, nel segmento del lusso, Swatch (-0,38%) e Richemont (+0,05%). Già sotto pressione ieri, Actelion (-1,77%) conferma il momento negativo, pur in assenza di notizie specifiche. Fungono da traino al listino Novartis (+0,62%) - che ha annunciato una collaborazione con Google nel settore delle smart lens, le lenti a contatto intelligenti - e Roche (+0,90%), che dagli Usa ha potuto presentare una decisione favorevole relativamente al suo farmaco Avastin. Si è per contro defilato con il passare delle ore il terzo peso massimo difensivo Nestlé (-0,29%). Nel mercato allargato in difficoltà è Bell (-6,43%), gruppo confrontato con una multa di 100 milioni di euro inflitta in Germania per intese cartellistiche.
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