
Partita male, la borsa svizzera ha presto virato in positivo e da allora si trova saldamente orientata a un leggero rialzo. Alle 15.00 l'indice dei valori guida SMI segnava 6633,60 punti (+0,34% rispetto a ieri), mentre il listino globale SPI era in progressione dello 0,30% a 6129,91 punti. Dopo la forte avanzata di ieri, dovuta anche a motivi tecnici legati all'inizio del trimestre, nei primi scambi stamani sono scattati i realizzi di guadagno. La speranza che la Spagna possa chiedere aiuto già nel fine settimana ha però poi stimolato gli acquisti: se le voci dovessero trovare conferma verrebbero superate importanti incertezze, che rappresentano attualmente veleno per i mercati. Sul fronte congiunturale vanno segnalate le dichiarazioni del presidente della Federal Reserve Ben Bernanke, che ha espresso preoccupazione per il livello di disoccupazione negli Usa. I principali dati macroeconomici americani verranno pubblicati però solo giovedì e venerdì, ciò che rende la seduta odierna - complice anche la scarsità di notizie aziendali - povera di impulsi. Per quanto concerne i singoli titoli, dopo una partenza debole stanno guadagnando terreno i bancari UBS (+1,37%), Credit Suisse (+1,75%) e Julius Bär (+0,27%), come pure gli assicurativi Swiss Re (+2,93%) - che beneficia di una raccomandazione di Société Générale - e Zurich (+0,21). Bene orientati sono anche i titoli più sensibili ai cicli economici, come ABB (+0,67%) e Adecco (+1,01%). Nel segmento del lusso Richemont (+1,91%) ha annunciato l'acquisto di due fornitori e appare più tonica di Swatch (+0,71%). Poco dinamici sono i pesi massimi difensivi Nestlé (invariata), Novartis (+0,09%) e Roche (-0,17%). La flessione più consistente viene fatta segnare dalla sempre volatile Transocean (-0,34%), ieri in sensibile ascesa. Nel mercato allargato sta soffrendo Nobel Biocare (-1,87%), dopo che UBS ha stralciato il titolo dalla sua lista dei preferiti. ATS
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