
Inizio di settimana negativo per la borsa svizzera: l'indice dei valori guida SMI ha terminato a 6061,43 punti (-1,66% rispetto a giovedì). Un calo ugualmente dell'1,66% è stato subito anche dal listino globale SPI, fermatosi a 5576,06 punti. Sul mercato hanno inizialmente pesato i deboli dati congiunturali pubblicati nel lungo fine settimana pasquale negli Usa (mercato del lavoro) e in Cina (esportazioni e importazioni). Con il trascorrere della seduta si sono inoltre accentuati i timori sul debito dell'Eurozona, con particolare attenzione a Spagna e Italia: lo spread fra titoli di stato decennali della Penisola e quelli analoghi tedeschi è schizzato a 400 punti base, con la borsa di Milano in arretramento di oltre il 5%. Anche sul fronte interno sono risultati sotto pressione i finanziari UBS (-4,95% a 11,53 franchi), Credit Suisse (-3,61% a 23,79 franchi) e Julius Bär (-2,92% a 34,27 franchi), nonché in misura minore gli assicurativi Swiss Re (-1,14% a 56,40 franchi) e Zurich (-1,59% a 217,20 franchi). Fra i titoli maggiormente esposti ai cicli economici tonfo di Adecco (-4,15% a 44,14 franchi), che ha fatto peggio di ABB (-1,81% a 17,93 franchi) e Holcim (-2,46% a 55,40 franchi). Nettamente arretrata è anche Transocean (-3,83% a 45,96 franchi). In forte calo ha chiuso Swisscom (-6,36% a 340,00 franchi), ma in questo caso la flessione è dovuta essenzialmente al fatto che l'azione è da oggi scambiata senza cedola per il dividendo. Hanno cercato almeno in parte di limitare le perdite Nestlé (-0,54% a 55,65 franchi) e Novartis (-0,89% a 50,00 franchi), mentre il terzo difensivo di peso, Roche (-1,65% a 154,90 franchi), è stato trascinato dalla corrente generale: il gruppo renano potrebbe aumentare la sua offerta per rilevare Illumina e giovedì presenterà il dato sul fatturato trimestrale. Dal mercato allargato oggi non sono giunte notizie di rilievo. ATS
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