
Dopo un inizio titubante la borsa svizzera sembra voler guadagnare terreno: alle 11.30 l'indice dei valori guida SMI segnava 9043,62 punti, in progressione dello 0,23% rispetto a venerdì, mentre il listino globale SPI guadagnava lo 0,33% a 10'272,51 punti. Il quadro internazionale è dominato una volta ancora dalle incertezze politiche riguardo alle mosse della nuova amministrazione americana, che già la settimana scorsa avevano creato nervosismo fra gli investitori. Oggi il clima appare più sereno. Sul fronte interno stanno facendo faville Clariant (+8,72%) e LafargeHolcim (+6,34%). Il gruppo chimico basilese ha annunciato la fusione con la texana Huntsman: stando agli analisti le due aziende si completano assai bene, sia a livello di prodotti che su scala regionale. Da parte sua il leader mondiale del cemento ha fatto sapere che in ottobre arriverà un nuovo numero uno, Jan Jenisch, l'attuale CEO di Sika (-2,13%). Dagli specialisti Jenisch è considerato l'architetto del successo di Sika: ecco spiegato il motivo della debolezza del titolo, che si smarca da altri valori particolarmente sensibili alla congiuntura quali ABB (+0,08%), Adecco (+0,20%) e Geberit (+0,11%). Altra notizia del giorno è l'accelerazione degli afflussi di denaro presso Julius Bär (+0,68%), che è più tonica degli altri due bancari, UBS (+0,06%) e Credit Suisse (-0,14%). Nello stesso comparto finanziario in ordine sparso si presentano gli assicurativi Zurich (-0,14%), Swiss Life (+0,56%) e Swiss Re (-0,17%). Debole appare il segmento del lusso: Swatch (-0,10%) si confronta con le stesse difficoltà di Richemont (-0,37%). Scarsa convergenza di vedute è offerta dai pesi massimi difensivi Nestlé (+0,79%), Novartis (-0,38%) e Roche (+0,07%).
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