
Primo pomeriggio chiaramente positivo per la Borsa svizzera, spinta dal dato sui nuovi impieghi negli USA. Verso le 14.35 l'indice principale SMI segna 6406,82 punti, in progressione dell'1,50%. L'indice allargato SPI è a quota 5734,84 (+1,46%). Il settore privato statunitense nel mese di novembre ha creato 93.000 posti di lavoro. Il dato, rilevato nel sondaggio Adp, è nettamente migliore rispetto alle attese degli economisti che puntavano su 70.000 nuovi occupati. Fra i titoli principali, gli occhi sono puntati sulla Novartis, che ieri sera ha annunciato il taglio di 1400 impieghi negli Stati Uniti presso i collaboratori esterni. Il titolo sale dell'1,13%. La concorrente Roche guadagna lo 0,51%. La Nestlé - l'altro titolo difensivo di peso - cresce dell'1,10%. Le banche, sotto pressione ieri in relazione ai timori di un'estensione della crisi dei debiti in Eurolandia, stanno recuperando: l'UBS guadagna il 3,06%, il Credit Suisse il 2,67%. Balzo del 4,28% per la Julius Bär. La banca privata non sta soffrendo per l'assedio praticato dalla Germania sul fronte fiscale, stando al presidente del consiglio di amministrazione Raymond Bär: in un'intervista pubblicata oggi dalla "HandelsZeitung" il dirigente giudica tutto sommato sostenibile il deflusso di fondi. Tra gli assicurativi si sta mettendo in luce Zurich Financial con un aumento del 3,54%, Swiss Re sale del 3,24%. Robusto incremento anche per i titoli del lusso, con Richemont che avanza del 2,87% e Swatch Group del 2,01%. Solo due le blue chip in controtendenza: Actelion (-0,57%) e Transocean (-0,73%). ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

