
I guadagni alla Borsa svizzera si sono assottigliati, dopo la pubblicazione di dati macroeconomici americani al di sotto delle attese. Poco prima delle 15.10, l'indice principale SMI segna 5987,23 punti, in crescita dello 0,41%. L'indice allargato SPI è a quota 5156,21 (+0,50%). Le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono aumentate di 4.000 unità la settimana scorsa, attestandosi a quota 558.000 unità. Il risultato è peggiore delle stime degli analisti che prevedevano un ribasso di 9.000 unità a quota 545.000 unità. Le vendite al dettaglio negli Usa, a luglio, hanno segnato una flessione dello 0,1% dopo il +0,6% di giugno, rivisto oggi allo 0,8%. Gli analisti si aspettavano un dato migliore a +0,8%. Sulla piazza svizzera l'UBS registra un'ulteriore impennata del 5,69%, dopo il +3,09% già registrato ieri sulla scia dell'accordo extragiudiziale raggiunto tra Berna, Washington e la banca sul contenzioso col fisco americano. I dettagli dell'intesa non sono ancora noti. "È stato compiuto un grande passo, ma non siamo ancora al traguardo", ha detto un operatore all'agenzia Reuters. Il settore bancario approfitta anche del fatto che il gestore americano di hedge fund John Paulson, scettico sui titoli finanziari prima dello scoppio della crisi, nel secondo trimestre di quest'anno ha accresciuto il suo pacchetto di azioni di Bank of America, ha indicato un broker. Il Credit Suisse sale del 2,37% e la Julius Bär dell'1,13%. ATS
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