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Economia
Borsa svizzera ha sofferto con crisi Ucraina, SMI -2,29%
Redazione
12 anni fa

Complice la crisi diplomatica tra Russia e Ucraina e l'avvio negativo di Wall Street, la Borsa svizzera ha chiuso le contrattazioni odierne con l'indice SMI dei titoli guida a 8'281.01 punti, in calo del 2,29% rispetto alla chiusura di venerdì, mentre l'indice complessivo SPI si è attestato a quota 7'976.79 (-2,25%). Nel pomeriggio le tensioni in Crimea non sono state temperate dai dati macroeconomici USA migliori delle attese: oggi è stato reso noto che le spese personali dei consumatori americani sono cresciute in gennaio dello 0,4%. Gli analisti scommettevano su un incremento dello 0,1%. Dal canto suo, l'indice Ism manifatturiero, che monitora l'andamento del settore negli Stati Uniti, è salito in febbraio a 53,2 da 51,3 di gennaio. Anche in questo caso il dato è migliore delle attese degli analisti. Sullo SMI hanno pesato Nestlé (-1,20% a 65.80 franchi) e Novartis (-1,97% a 72.00 franchi). Peggio ha fatto Roche (-4,64% a 258.80 franchi), che stamane ha annunciato di aver bloccato anzitempo uno studio di fase III sul medicamento Tarceva per un tipo di cancro ai polmoni a causa della mancanza di dati clinici significativi circa la sua efficacia. Lo SMI è stato frenato anche dai valori più esposti alle variazioni cicliche, con Actelion (-4,77% a 88.80 franchi), Adecco (-3,09% a 73.60 franchi) e Geberit (-1,41% a 272.70 franchi) e ABB (-2,18% a 22.00 franchi). Male anche i titoli finanziari: UBS ha perso il 3,92% (a 18.13 franchi), Credit Suisse l'1,81% (a 27.20 franchi). In rosso anche Julius Bär (-2,67% a 40.12 franchi), che oggi ha reso noto di aver ridotto il salario annuale del suo direttore generale Boris Collardi da 6,7 a 5,9 milioni. Da segnalare, quale unico titolo di segno positivo, Syngenta che ha chiuso con +2,19% a 327.00 franchi). Il gruppo agrochimico basilese ha annunciato stamane che il suo fungicida Elatus, destinato a trattare la ruggine della soja, ha ottenuto il nullaosta delle autorità brasiliane. Il prodotto è già commercializzato in Paraguay e Bolivia. Sul mercato allargato Kühne+Nagel ha lasciato sul terreno il 3,11% (a 121.70 franchi): il gigante svittese attivo nel settore della logistica e dei trasporti ha registrato lo scorso anno una progressione del 23,4% dell'utile netto, a 607 milioni di franchi. Il fatturato ha fatto segnare un aumento dello 0,8% a 20,93 miliardi di franchi.

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