
La Borsa svizzera ha vissuto oggi una giornata negativa senza riuscire mai a superare la linea di demarcazione. A pesare sono in particolari i timori sui risultati semestrali delle imprese elvetiche, molte delle quali sono state colpite dalla crisi. Alla fine l'indice guida SMI ha chiuso con un calo dell'1,51% a 5361,3 punti e l'SPI ha perso l'1,29% a 4623,46 punti. L'andamento al ribasso della mattinata si è accentuato nel primo pomeriggio dopo l'arrivo dagli Stati Uniti dei dati sulle richieste di sussidio di disoccupazione: sono aumentate di 15.000 unità la settimana scorsa a quota 627.000 unità. Il risultato è nettamente peggiore rispetto alle stime degli analisti che prevedevano un calo a quota 600.000 unità. Ad "addolcire" la pillola ci sono stati i dati sul prodotto interno lordo americano, che nel primo trimestre 2009 è stato rivisto a -5,5% da -5,7% della seconda lettura. Il dato è migliore delle previsioni degli analisti che si aspettavano nella terza lettura una conferma della contrazione del Pil del 5,7%. Alla Borsa svizzera sono stati pressione prima di tutto i bancari: UBS ha perso il 5,93% a 13,97 franchi e CS il 4,05% a 46,40 franchi. Male anche per i farmaceutici: Novartis (-1,93% a 44,60 franchi) e Roche (-0,69% a 144,50 franchi). Male anche Syngenta (-2,33% a 247,60 franchi). Nestlé perde lo 0,44% a 40,90 franchi e Swiss Life il 3,41% a 89,35 franchi. Le uniche blue chip positive oggi sono state Holcim (+0,58% a 60,35 franchi), Richemont (+0,73% a 22,14 franchi) e Swisscom (+0,46% a 330 franchi). Oggi, Swisscom IT Services, filiale dell'operatore telecom, ha rilevato l'impresa Resource Group, con sede a Wallisellen (ZH) dando così vita al maggior fornitore globale di servizi SAP in Svizzera. ATS
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