
Pesante tonfo anche oggi per la Borsa svizzera che, al pari delle maggiori piazze finanziarie europee, risente in pieno dei timori di un peggioramento della congiuntura globale a causa del prezzo galoppante del petrolio, della crisi dei mutui subprime e dalla debolezza del dollaro. In chiusura, l'indice dei titoli guida SMI si è fermato a 8125,42 punti, in flessione del 2,56%. L'indice allargato SPI ha lasciato sul terreno il 2,61% a 6617,88 punti. A contribuire al peggioramento dei mercati europei, negativi già in mattinata, è stata l'apertura sfavorevole di Wall Street e il superindice americano, rivelatosi peggiore delle attese. In poche settimane, l'indice SMI è passato dai 9 mila punti del 31 ottobre (9019,57 punti in chiusura) al livello attuale. Praticamente tutti i titoli hanno subito perdite, in alcuni casi anche pesanti. Si è salvata oggi solo Roche che ha messo in carniere un 0,95% a 201,8 franchi. L'azienda basilese ha presentato all'autorità sanitaria americana una richiesta di omologazione per il suo medicinale Actmera, utilizzato nella cura dell'artrite reumatoide. La crisi delle ipoteche subprime negli Usa si sta facendo sentire drammaticamente sui titoli bancari e assicurativi. UBS ha perso il 4,65% a 48,2 franchi, Julius Baer il 4,55% a 85,05 franchi e il Credit Suisse il 3,26% a 62,3 franchi. Goldman Sachs ha peggiorato il suo giudizio sul Credit Suisse in relazione proprio alla crisi dei crediti ipotecari americani. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

