
Chiusura in netto ribasso alla Borsa svizzera, sulla scia di dati macroeconomici americani inferiori alle previsioni. L'indice SMI dei titoli guida ha registrato una contrazione dell'1,68% a 6150,17 punti, dopo avere segnato un minimo di giornata a 6108,31 punti. L'indice allargato SPI ha terminato gli scambi a quota 5308,94, in calo dell'1,71%. Lo scorso mese negli USA sono stati cancellati 263.000 impieghi. Le attese erano di una perdita di 175.000 posti. Sempre in settembre, il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti è salito al 9,8% dal 9,7% di agosto, un dato in linea con le stime degli analisti. D'altro canto gli ordini al settore industriale statunitense ad agosto hanno segnato un calo dello 0,8%. Le attese erano per un dato invariato. Dal fronte aziendale non sono giunti impulsi. Tutte le blue chip elvetiche sono arretrate. Marcate perdite per i bancari: l'UBS ha lasciato sul terreno il 2,50% (a 17,93 franchi), il Credit Suisse il 2,18% (a 56,20 franchi). La Julius Bär, che da ieri è negoziata senza la GAM Holding, scorporata e quotata separatamente, si è ridotta del 4,18% (a 36,70 franchi). La stessa GAM (gestione per clientela istituzionale) è in calo del del 7% (a 11,16 franchi). Notevoli ribassi anche per i titoli assicurativi: Swiss Re è in flessione del 3,30% (a 45,18 franchi), Swiss Life del 3,09% (a 115,90 franchi). Perdita più contenuta per Zurich Financial (-1,10% a 242,10 franchi). Quanto ai pesi massimi difensivi, Nestlé (-1,64% a 43,24 franchi) e Roche -1,14% (a 164,40 franchi) hanno subito diminuzioni superiori all'1%. La Novartis è arretrata dello 0,87% (a 51,20 franchi). Holcim ha registrato una discesa dell'1,68% (a 67,35 franchi). Il gigante del cemento aveva indicato ieri di avere concluso l'acquisizione della Cemex Australia. ATS
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