
Dopo essersi mossi già per tutta la seduta quasi esclusivamente al di sotto della parità, gli indici della Borsa svizzera hanno compiuto un tonfo a meno di due ore dalla chiusura, in seguito al passaggio in territorio negativo di Wall Street poco dopo l'apertura, e poi non sono più riusciti a limitare di molto le perdite. L'SMI ha chiuso in flessione dello 0,64% a 6539.82 punti, l'SPI dello 0,65% a 5818.99 punti. Stando ad operatori, hanno pesato i timori di un ritorno della crisi del debito nella zona euro, le possibili conseguenze del piano da 600 miliardi di dollari annunciato la scorsa settimana dalla Federal Reserve e una certa prudenza alla vigilia del vertice del G20 a Seul. La pubblicazione di una serie di dati congiunturali americani superiori alle attese non ha permesso agli indici di riguadagnare terreno. Tra le blue chip sono in forte flessione i titoli bancari: Julius Bär lascia sul terreno il 3,33% a 38.95 franchi, Credit Suisse l'1,67% a 41.79 franchi e UBS l'1,50 a 17.12 franchi. Pesanti anche Lonza (-1,85% a 84.90 franchi), Swatch Group (-1,80% a 398 franchi) e Richemont (-1,62% a 51.50 franchi). Dopo aver aperto in calo di quasi il 5%, è andata progressivamente migliorando l'azione di Holcim (-0,30% a 66.55 franchi). Nei primi nove mesi l'utile netto del gruppo cementifero è calato del 27,1%, a 875 milioni, mentre il volume d'affari ha registrato un incremento del 5%, a 16,6 miliardi di franchi. Il risultato operativo EBITDA è regredito dell'1% a 3,6 miliardi di franchi. Holcim ha superato le attese degli analisti per quanto riguarda l'utile netto, mentre non le ha raggiunte su fatturato ed EBITDA. L'incremento maggiore è stato realizzato da Transocean, che ha guadagnato l'1,06% a 66.70 franchi. Quanto ai pesi massimi difensivi, in flessione Nestlé (-0,72% a 55 franchi) e Novartis (-0,63% a 55 franchi) mentre Roche è salita dello 0,14% a 142.70 franchi. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

