
Dopo un avvio negativo, in mattinata gli indici della Borsa svizzera sono saliti al di sopra della parità. Verso fine seduta sono però nuovamente scivolati sotto la linea di demarcazione, chiudendo in flessione dello 0,24% a 5346.03 punti l'SMI e dello 0,27% a 4597.5 punti l'SPI. Tra le blue chip sotto pressione soprattutto UBS (-7,27% a 16.20 franchi). Stando a operatori ciò è dovuto a vendite da parte di investitori americani che realizzano i guadagni dopo che il titolo ha raddoppiato il suo corso rispetto al suo livello più basso. Inoltre viene speculato su nuovi oneri straordinari. Quanto agli altri bancari, Julius Bär - che ha annunciato un aumento dei patrimoni in gestione nei primi quattro mesi di quest'anno rispetto a fine 2008 - è in discesa dell'1,66% a 41.50 franchi, il Credit Suisse dell'1,58% a 44.96 franchi. Forte calo anche per Holcim (-4,90% a 54.40 franchi, ma senza il diritto al dividendo) e Bâloise (-4,96% a 85.25 franchi). Il gruppo assicurativo renano ha raccolto premi per 3,496 miliardi di franchi nel primo trimestre 2009, segnando un aumento del 4,7% (+7% in valute locali) rispetto ai primi tre mesi del 2008. A fare da contrappeso sono stati i pesi massimi Novartis (+2,19% a 42.92 franchi), Nestlé (+1,47% a 40 franchi) e Roche (+0,43% a 141 franchi). Si sono inoltre messe in evidenza positivamente Swisscom (+3,24% a 303 franchi) e Swiss Life (+2,17% a 94.10 franchi). Da segnalare che nell'indice allargato l'azione di Gategroup ha iniziato la sua prima giornata di contrattazioni alla Borsa svizzera a 20 franchi. Dopo i primi minuti di contrattazione il titolo della casa madre di Gate Gourmet, numero uno mondiale nella ristorazione a bordo di aerei, ed ex unità del gruppo Swissair è salito a 22 franchi per poi perdere terreno. Infine ha chiuso a 14.95 franchi. Clariant è salita del 6,05% a 6.66 franchi in seguito a speculazioni su un'entrata nel capitale da parte di Christoph Blocher. ATS
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