
La Borsa svizzera, aperta in positivo e mantenutasi per tutta la giornata al di sopra della linea di demarcazione, ha chiuso in rialzo nonostante le incertezze legate all'uragano Irma e alla reazione della Corea del Nord a eventuali nuove sanzioni internazionali. L'indice dei valori guida SMI ha guadagnato lo 0,79% a 8'982,23 punti e quello allargato SPI lo 0,83% a 10'260,20 punti. Negli scorsi giorni di contrattazioni la crisi concernente la Corea del Nord aveva pesato sulle borse di tutto il mondo. Nel week-end in occasione dell'anniversario di fondazione della Repubblica popolare la Corea del Nord non ha effettuato alcun test missilistico: la paura di un tale test aveva reso prudenti gli investitori, ha indicato uno specialista di Borsa. Gli analisti di Cmc Markets hanno tuttavia messo in guardia sottolineando che c'è il rischio che la situazione possa diventare nuovamente esplosiva. Il Consiglio di sicurezza dell'Onu su richiesta di Washington, potrebbe decidere oggi ulteriori drastiche sanzioni contro Pyongyang - incluso un embargo petrolifero "progressivo". La Corea del Nord ha da parte sua avvertito gli Stati Uniti che pagheranno il "prezzo necessario" e sperimenteranno "i più grandi dolori e le peggiori sofferenze" in caso di realizzazione del progetto di risoluzione americana al Consiglio di sicurezza. Gli acquisti si sono concentrati sul settore assicurativo dopo il declassamento di Irma da uragano a tempesta tropicale, con danni minori da risarcire da parte delle compagnie di riassicurazione. Sul listino principale, Swiss Life è avanzata del 2,28% a 341,30 franchi, Zurich del 2,57% a 287,00 franchi e Swiss Re del 4,26% a 86,90 franchi. Quest'ultimo ha comunicato di attendersi una stabilizzazione dei prezzi nel campo dell'assicurazione contro i rischi dopo i danni causati dai recenti uragani. Crescite sostenute anche per i bancari con UBS e Julius Bär che hanno segnato incrementi superiori all'1%; rispettivamente dell'1,41% (a 15,78 franchi) e dell'1,50% (a 54,20 franchi). Ancora meglio ha fatto Credit Suisse che ha guadagnato il 2,43% a 14,31 franchi. Tra i pesi massimi difensivi, in perdita ha chiuso Roche (-1,27% a 241,50 franchi) mentre in crescita ha terminato la concorrente Novartis (+0,49% a 81,40 franchi). Quest'ultima ha registrato un successo di tappa nello studio di fase III su una combinazione di Tafinlar e Mekinist nei pazienti operati del melanoma con mutazione BRAF V600. Mentre Roche - unico titolo in perdita tra le blue chip - ha per contro subito un fallimento parziale nello studio di fase III sull'efficacia e la tolleranza dello Zelboraf in un trattamento coadiuvante del melanoma con mutazione BRAF V600. Il terzo peso massimo difensivo, Nestlé ha segnato un incremento dello 0,93% a 81,40 franchi. Sul gigante alimentare vodese circolano voci secondo le quali avrebbe manifestato un eventuale interesse per l'acquisizione del polo salute della società farmaceutica tedesca Merck. Quanto ai ciclici: ABB è progredita dell'1,45% a 23,08 franchi, Adecco dell'1,42% a 71,40 franchi, LafargeHolcim dell'1,06% a 57,20 franchi, Geberit dell'1,11% a 447,40 franchi e Sika dell'1,66% a 7050,00 franchi. Bene anche il settore del lusso con Swatch (+1,31% a 388,00 franchi) che ha fatto meglio di Richemont (+0,92% a 87,95 franchi).
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