
Dopo gran parte della seduta al di sotto della parità, la Borsa svizzera nel primo pomeriggio si è avvicinata alla linea di demarcazione, per poi salire al di sopra sul finale di seduta, parallelamente all'andamento favorevole a Wall Street. L'indice principale SMI ha terminato a quota 4999,8, in rialzo dello 0,51% rispetto alla chiusura di ieri. L'indice complessivo SPI ha registrato un incremento dello 0,40% a 4220,86 punti. Chiusura contrastata oggi per i titoli assicurativi. Swiss Re, che ieri si era messa in luce con un marcato guadagno, ha recuperato le perdite consistenti della mattinata e ha terminato con una progressione dell'1,13% (a 23,20 franchi). La Bâloise cresce dell'1,16% (78,35 franchi), Swiss Life dello 0,36% (a 82,55 franchi). Zurich Financial Services è invece in ribasso dello 0,49% (a 181 franchi). Va tuttavia notato che Zurich da oggi è negoziata senza la cedola del dividendo. Secondo il Finacial Times Deutschland, Zurich prevede una riorganizzazione delle attività europee. Il gruppo ha confermato che l'anno prossimo intende fondere la filiale in Germania con quella in Irlanda. Inoltre la compagnia ha reso noto che l'ex Ceo di Converium Inga Beale dal primo giugno occuperà la carica di Global Chief Underwriting Officer. Fra i bancari, l'UBS sale dello 0,92% (a 11 franchi), il Credit Suisse del 3,29% (a 35,82 franchi) e la Julius Bär del 4,42% (a 32,16 franchi). Quanto alle blue chip difensive di peso, la Nestlé è in aumento dello 0,25% (a 39,82 franchi), la Novartis scende invece dello 0,28% (a 42,80 franchi) e la Roche dello 0,53% (a 151,20 franchi). Nobel Biocare è in forte ribasso (-5,58% a 18,61 franchi), calo in buona parte dovuto al fatto che il titolo è negoziato da oggi senza la cedola del dividendo. Sul titolo grava poi la scarsa performance della concorrente 3i, il terzo produttore mondiale di impianti dentali. Quanto alla Sulzer, il titolo sale dell'1,88% (a 65 franchi). Oggi l'assemblea generale ha estromesso il presidente del consiglio di amministrazione Ulf Berg su proposta di Viktor Vekselberg, che tramite la sua società Renova controlla il 31% del gruppo. ATS
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