
La Borsa svizzera ha chiuso la prima seduta della nuova settimana in territorio positivo: l'SMI ha guadagnato l'1,03% a 6181.97 punti, l'SPI l'1,07% a 5323.47 punti. In una seduta tranquilla senza grandi impulsi - Wall Street è peraltro chiusa per il Labor Day - è sempre stata sotto i riflettori Richemont, salita del 3,44% a 29.48 franchi. Mercoledì, nell'ambito dell'assemblea generale il gruppo darà indicazioni sull'evoluzione delle vendite. Gli analisti si attendono per i primi cinque mesi dell'esercizio 2009/10 una flessione a tassi di cambio costanti compresa tra il 18 e il 26%. In evidenza anche Swiss Re (+3,41% a 46.76 franchi) dopo aver annunciato di vedere da inizio anno miglioramenti nel settore della riassicurazione. Sulla scia, buon andamento anche per le altre blue chip assicurative: Bâloise è progredita del 2,80% a 95.50 franchi, Swiss Life del 2,09% a 117 franchi, mentre ha segnato un incremento più modesto Zurich Financial Services (+0,91% a 231.90 franchi). Rialzi superiori ai due punti percentuali si registrano inoltre per Credit Suisse (+2,37% a 53.95 franchi), Nobel Biocare (+2,36% a 32.14 franchi), Syngenta (+2,25% a 249.60 franchi), Actelion (+2,04% a 62.50 franchi) e Synthes (+2,02% a 126 franchi). Quest'ultima ha ottenuto un ulteriore successo nell'ambito del contenzioso che la oppone alla Medtronic in relazione alla violazione di un brevetto: un tribunale del Tennessee ha confermato una sentenza precedente a favore del gruppo solettese attivo nelle tecniche mediche e raddoppiato a 21 milioni di dollari il risarcimento che la società americana dovrà versargli. Quanto ai pesi massimi, Nestlé è cresciuta dello 0,46% a 43.52 franchi, Novartis dello 0,94% a 49.16 franchi e Roche solo dello 0,06% a 165.50 franchi. UBS è salita dell'1,21% a 19.28 franchi, mentre Julius Bär - unico titolo ad aver chiuso in calo - ha lasciato sul terreno lo 0,37% a 53.50 franchi. Osservatori citati dalla Reuters fanno riferimento a un rapporto secondo cui l'istituto britannico HSBC intende rilevare le attività di banca privata della ING. Tra gli interessati vi sarebbe anche Julius Bär. ATS
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