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Economia
Borsa svizzera chiude positiva, SMI +0,67%
Redazione
15 anni fa

La Borsa svizzera ha chiuso in rialzo l'ultima seduta di un anno difficile. L'SMI ha terminato le contrattazioni odierne con una progressione dello 0,67% a 5'936.23 punti, l'SPI in crescita dello 0,64% a 5'343.52 punti. Nel giro di un anno i due indici hanno tuttavia perso rispettivamente il 7,8% e il 7,7%. Tra le blue chip hanno guadagnato oltre un punto percentuale Swisscom (+1,98% a 355.90 franchi), Holcim (+1,45% a 50.25 franchi), Actelion (+1,35% a 32.25 franchi), UBS (+1,18% a 11.18 franchi), Zurich Financial Services (+1,09% a 212.50 franchi), Swatch Group (+1,06% a 351.50 franchi) e Adecco (+1,03% a 39.35 franchi). Tra i pesi massimi difensivi Novartis ha guadagnato lo 0,85% a 53.70 franchi, Nestlé lo 0,75% a 54 franchi e Roche lo 0,06% a 159.20 franchi. In controtendenza solo Transocean (-1,01% a 36.27 franchi), Julius Bär (-0,38% a 36.74 franchi) e Synthes (-0,19% a 157.50 franchi). Nel mercato allargato Petroplus è salita del 6,10% a 1.74 franchi. Confrontato a gravi problemi di liquidità, il gruppo con sede a Zugo ha deciso oggi di chiudere temporaneamente in gennaio tre delle sue cinque raffinerie, tra cui quella di Cressier (NE), che dà lavoro a circa 260 persone. La società non è in grado di pagare i propri fornitori di petrolio dopo che martedì le banche hanno congelato una linea di credito di un miliardo di dollari. Lo stesso giorno Joseph Watson, direttore delle finanze dell'impresa, aveva indicato che Petroplus dispone ancora di scorte solo per pochi giorni. La riapertura delle raffinerie dipenderà dalla disponibilità di crediti e dalle condizioni economiche in Europa, spiega il gruppo, che si trova nelle cifre rosse dal 2008. I colloqui con il consorzio di 13 banche - tra cui UBS e Credit Suisse - proseguiranno nei prossimi giorni; le discussioni avute ieri a Zurigo sono state "aperte e costruttive". Tuttavia se non si dovesse giungere presto a un accordo Petroplus dovrà chiudere anche gli altri due impianti. ATS

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