
La borsa svizzera ha chiuso poco mossa una seduta trascorsa in larga parte in territorio positivo. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8883,78 punti, su dello 0,11% rispetto a venerdì, mentre il listino globale SPI ha guadagnato lo 0,09% a 10'132,53 punti. Per lunghi tratti il mercato elvetico è apparso più dinamico di altre piazze continentali, ma nel finale di seduta ha pesato l'orientamento al ribasso di Wall Street. L'indice di volatilità è rimasto su livelli elevati. La settimana si annuncia ancora una volta ricca di risultati aziendali, ma povera di dati macro. Gli investitori evitano comunque di esporsi in modo eccessivo, prima del simposio annuale fra i banchieri centrali che si terrà come da tradizione a Jackson Hole, nello stato americano del Wyoming. Dall'incontro, che comincerà mercoledì e che durerà tre giorni, potrebbero emergere indicazioni sui futuri sviluppi della politica monetaria. L'umore generale rimane inoltre influenzato dalle incertezze politiche negli Usa e in particolare dai dubbi circa le effettive capacità del presidente Donald Trump di tradurre in pratica le promesse elettorali. Anche i recenti attentati terroristici nonché le manovre militari congiunte previste da Stati Uniti e Corea del Sud provocano un certo nervosismo. Per quanto concerne i singoli titoli, negativi sono rimasti per tutta la giornata UBS (-0,74% a 16,11 franchi) e Credit Suisse (-0,83% a 14,26 franchi), interessate negli Usa da una causa avviata da tre fondi pensionistici, mentre si è difeso a lungo meglio il terzo valore bancario, Julius Bär (+0,09% a 53,95 franchi). Non molto lontani si sono mossi gli assicurativi Zurich (+0,03% a 291,70 franchi), Swiss Life (+0,03% a 346,30 franchi) e Swiss Re (+0,23% a 87,65 franchi). Hanno ripiegato nel finale, rispetto ai massimi di seduta, i valori più sensibili ai cicli economici come ABB (-0,23% a 21,89 franchi), Geberit (+1,23% a 452,00 franchi) Adecco (+0,07% a 70,30 franchi) - con Goldman Sachs che ha aumentato l'obiettivo di corso - e Sika (+0,83% a 6695,00 franchi). Nel segmento del lusso Swatch (+0,13% a 371,50 franchi) e Richemont (+0,30% a 82,45 franchi) hanno avuto un andamento analogo. Hanno svolto una funzione di traino Nestlé (+0,56% a 81,30 franchi) e Novartis (+0,19% a 79,95 franchi), mentre si è defilato il terzo peso massimo, Roche (-0,41% a 240,40 franchi). Nello stesso comparto difensivo si è messa in mostra Swisscom (+1,03% a 479,50 franchi). Completano il quadro dei 20 titoli principali Givaudan (+0,26% a 1935,00 franchi), Lonza (+0,48% a 230,20 franchi) e SGS (+0,14% a 2144,00 franchi). Nel mercato allargato, Dufry (-0,79% a 150,90 franchi) ha annunciato che il conglomerato cinese HNA ha concluso l'acquisto della prevista quota nel suo capitale, mentre Sonova (-0,50% a 159,60 franchi) ha escluso acquisizioni di rilievo. Tecan (-2,00% a 190,80 franchi) ha sofferto per i realizzi di guadagno dopo i forti rialzi seguiti alla pubblicazioni dei semestrali. Vontobel (-0,16% a 61,85 franchi) ha rilevato attività di Notenstein nell'Europa dell'est e Metall Zug (-1,44% a 3957,00 franchi) ha presentato i risultati semestrali. Lindt&Sprüngli (+3,36% a 66'410 franchi) è stata favorita da una raccomandazione di UBS. L'azione non è comunque alla portata di tutte le tasche: come noto il titolo è di gran lunga il più caro di tutto l'SPI e vale quanto un'automobile di grossa cilindrata.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

