
Inizio di settimana poco dinamico per la borsa svizzera, a lungo penalizzata dalla scarsa verve dei suoi titoli farmaceutici. L'indice dei valori guida SMI ha chiuso 9537,28 punti, in flessione dello 0,10% rispetto a venerdì. Il listino globale SPI ha perso lo 0,03% a 10'948,29 punti. L'atmosfera di fondo viene considerata fondamentalmente positiva, ma attualmente scarseggiano gli impulsi in grado di spingere gli investitori a entrare con forza sul mercato. La settimana si annuncia calma: gli Stati Uniti si fermeranno venerdì per la festività del Martin Luther King Day e anche nei giorni precedenti non è prevista la pubblicazione di dati macro importanti. La stagione dei risultati annuali entrerà nel vivo solo la settimana prossima. Gli specialisti ritengono che la fase rialzista proseguirà, perlomeno fino a quando essa sarà sostenuta da indicatori congiunturali favorevoli. A livello tecnico, visto l'elevato andamento dei corsi, non sono escluse correzioni, ma non dovrebbero essere troppo incisive. Sul fronte interno non hanno sfigurato i bancari UBS (+0,05% a 18,91 franchi), Credit Suisse (+0,52% a 18,39 franchi) e Julius Bär (+1,42% a 64,14 franchi), che hanno approfittato di un possibile aumento dei tassi più celere del previsto in Europa. Nello stesso comparto finanziario sono andati spegnendosi nel finale gli assicurativi Zurich (-0,16% a 313,10 franchi), Swiss Re (invariata a 92,96 franchi) e Swiss Life (-0,28% a 355,00 franchi). In ordine sparso hanno terminato i valori più sensibili ai cicli economici come ABB (-0,70% a 26,94 franchi), Adecco (+0,20% a 79,58 franchi), Geberit (-0,28% a 428,80 franchi), LafargeHolcim (+0,31% a 59,08 franchi) e Sika (invariata a 8305,00 franchi). Nel segmento del lusso Swatch (+0,34% a 408,00 franchi) si è fatta preferire a Richemont (-0,49% a 88,90 franchi), nel giorno in cui a Ginevra ha preso avvio un importante salone orologiero. Hanno inciso negativamente sul listino Roche (-0,57% a 244,40 franchi) - che soprattutto inizialmente ha sofferto per un cambiamento di raccomandazione operato da Société Générale - e Novartis (-0,41% a 83,54 franchi), mentre più ispirato è apparso il terzo peso massimo difensivo, Nestlé (+0,51% a 82,90 franchi): a quest'ultimo riguardo l'argomento di discussione rimane l'accordo, visto vicino da alcune fonti, per la vendita a Ferrero del comparto dolciumi negli Usa. Completano il quadro dei 20 titoli principali Givaudan (-0,40% a 2261,00 franchi), SGS (+0,54% a 2589,00 franchi), Swisscom (-0,35% a 518,60 franchi) e Lonza (-0,04% a 264,40 franchi). Nel mercato allargato la notizia del giorno era rappresentata dall'acquisizione di Hügli (+13,18% a 910,00 franchi) da parte di Bell (+5,91% a 466,00 franchi), che è stata ben accolta dagli osservatori. Sulzer ha beneficiato di un cambiamento di obiettivo di corso deciso dagli analisti di UBS. La Banca cantonale del Vallese (-4,31% a 100,00 franchi) è invece risultata sotto pressione per la vicenda del credito concesso a Alkopharma, i cui dirigenti sono stati condannati per aver falsificato la data di scadenza di farmaci antitumorali.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

