
La borsa svizzera ha chiuso praticamente invariata una seduta assai poco movimentata. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 9314,76 punti, in flessione dello 0,05% rispetto a venerdì, mentre il listino globale SPI ha perso lo 0,14% a 10'675,25 punti. Dopo un avvio in timido rialzo il mercato ha virato a tratti in negativo, rimanendo però sempre compreso in una ristretta fascia di oscillazione. Stando agli operatori nonostante un'atmosfera di fondo favorevole - legata alla buona congiuntura e alla riforma fiscale negli Usa - gli investitori si sono fatti marcatamente più prudenti, in attesa delle decisioni di politica monetaria che a breve verranno prese da ben quattro banche centrali. La settimana si annuncia in effetti cruciale: la Federal Reserve dovrebbe alzare mercoledì il tasso direttore di 0,25 punti - se non lo facesse sarebbe una grande sorpresa - mentre giovedì toccherà al presidente della Banca centrale europea Mario Draghi tenere l'ultima conferenza stampa dell'anno. Lo stesso giorno informeranno sulle loro mosse anche la Banca d'Inghilterra e la Banca nazionale svizzera. Per quanto riguarda i singoli titoli in ambito bancario hanno continuato a tenere banco le normative meno severe del previsto adottate a livello internazionale riguardo ai fondi propri: UBS (+1,21% a 17,56 franchi) ne ha beneficiato oggi più di Credit Suisse (+0,12% a 17,21 franchi) e Julius Bär (-0,17% a 57,20 franchi). Non hanno presentato un orientamento unitario nemmeno gli assicurativi Zurich (-0,40% a 296,40 franchi), Swiss Re (-0,17% a 90,50 franchi) e Swiss Life (+0,88% a 332,80 franchi). Deboli si sono rivelati i valori più sensibili ai cicli economici come ABB (-0,66% a 25,75 franchi), Adecco (-0,27% a 73,90 franchi), Geberit (-0,58% a 425,00 franchi), LafargeHolcim (-0,66% a 562,20 franchi) e Sika (-0,07% a 7525,00 franchi). Nel segmento del lusso Swatch (+3,62% a 386,80 franchi) ha approfittato di una raccomandazione di Credit Suisse e si è fatta preferire a Richemont (+0,80% a 87,80 franchi). Swisscom (-1,15% a 518,00 franchi) ha subito per contro l'impatto di un giudizio negativo di Citigroup. Hanno marciato sul posto Novartis (-0,12% a 83,00 franchi) e Roche (+0,04% a 240,60 franchi), mentre è andato ripiegando nel finale il terzo peso massimo difensivo, Nestlé (-0,41% a 85,00 franchi). Completano il quadro dei 20 titoli principali Givaudan (-0,35% a 2247,00 franchi), SGS (-0,73% a 2458,00 franchi) e Lonza (invariata a 527,10 franchi). Nel mercato allargato non è passato inosservato il calo di Dufry (-3,09% a 134,70 franchi), ritenuto conseguenza delle incertezze relative alla struttura finanziaria del conglomerato cinese HNA, che controlla il 21% del gruppo renano. Bene accolta è stata per contro la notizia di nuovi finanziamenti in arrivo per Newron (+2,76% a 11,15 franchi). Meyer Burger (-1,24% a 1,59 franchi) ha comunicato venerdì sera che i posti cancellati nell'ambito di una ristrutturazione saranno al massimo 160 invece dei 180 annunciati alcune settimane or sono. EFG International (-0,10% a 9,86 franchi) ha completato l'acquisizione di BSI, mentre PSP (+1,07% a 89,95 franchi) ha rilevato un portafoglio immobiliare che comprende anche due stabili a Lugano.
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