
La borsa svizzera chiude praticamente piatta una seduta segnata dalle indicazioni provenienti dalla Banca centrale europea (Bce): l'indice dei valori guida SMI ha terminato a 9027,37 punti, in progressione dello 0,03% rispetto a ieri. Il listino globale SPI ha guadagnato lo 0,07% a 10'285,42 punti. Il mercato ha reagito con lievi aumenti di corso alla riunione del consiglio direttivo della Bce e alla susseguente conferenza stampa del presidente Mario Draghi. Ma lo scarso dinamismo di Wall Street e la debolezza del dollaro hanno poi fatto scattare i realizzi di guadagno. Come previsto la Bce ha lasciato invariato i tassi direttori e ha confermato il programma di acquisto di titoli. Secondo Draghi non sono ancora maturi i tempi per una discussione su un rientro dalla politica monetaria ultraespansiva praticata dall'istituto: l'inflazione non è ancora sufficientemente elevata. Secondo taluni a questo punto è da attendersi un'estate tranquilla: fino al mese di settembre non dovrebbero arrivare novità importanti da Francoforte. Sul fronte interno gli occhi erano puntati su ABB (-2,76% a 23,24 franchi), che ha presentato risultati semestrali inferiori alle attese: una volta ancora la debole dinamica rappresenta una delusione, ha commentato uno specialista. In ordine sparso si sono mossi gli altri valori particolarmente sensibili alla congiuntura come Adecco (-0,55% a 72,30 franchi), Geberit (+0,22% a 457,90 franchi), LafargeHolcim (+0,26% a 56,85 franchi) e Sika (+0,46% a 6505,00 franchi). Nel segmento del lusso Swatch (+1,05% a 364,30 franchi) ha approfittato più di Richemont (+0,25% a 80,00 franchi) dei dati migliori del previsto sull'export orologiero in giugno. Non hanno sfigurato i bancari UBS (+0,35% a 17,01 franchi), Credit Suisse (+0,42% a 14,50 franchi) e Julius Bär (+0,20% a 50,65 franchi). Nello stesso comparto finanziario accenti diversi sono stati posti dagli assicurativi Zurich (+0,31% a 288,30 franchi), Swiss Life (+0,06% a 341,50 franchi) e Swiss Re (invariata a 90,15 franchi). Dopo una buona partenza Givaudan (-3,01% a 1901,00 franchi) è andata ripiegando nel giorno della presentazione del bilancio di metà anno: gli analisti parlano di dati in chiaroscuro. Tutti positivi hanno invece chiuso i pesi massimi difensivi Nestlé (+0,06% a 83,40 franchi), Roche (+0,49% a 245,30 franchi) - che ha beneficiato di una raccomandazione di Goldman Sachs - e Novartis (+0,12% a 81,30 franchi). Completano il quadro dei 20 titoli principali Lonza (-0,37% a 216,70 franchi), SGS (-0,22% a 2255,00 franchi) e Swisscom (+0,28% a 471,50 franchi). Nel mercato allargato Leonteq (+10,06% a 58,00 franchi) ha annunciato un utile nel semestre e un ricambio ai vertici del consiglio di amministrazione. Bene accolto è stato anche il trimestrale di Temenos (+2,67% a 94,15 franchi). Per Panalpina (-6,26% a 125,70 franchi) e Rieter (-8,90% a 223,20 franchi) la pubblicazione dei bilanci di metà anno ha invece portato a realizzi di guadagno. Basilea (+4,40% a 85,40 franchi) ha approfittato di un'intesa sulle licenze con l'americana Pfizer.
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