
La borsa svizzera ha chiuso praticamente piatta una seduta caratterizzata da scarsissimo dinamismo. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8256,61 punti, in flessione dello 0,03% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI ha perso lo 0,01% a 8996,88 punti. La seduta è risultata molto calma e l'SMI ha galleggiato in una ristrettissima fascia di oscillazione. Gli investitori sono stati assai poco attivi e hanno disertato il mercato. "Nella terzultima seduta del 2016 non vogliono più impegnarsi: l'anno è ormai finito", ha commentato un operatore. Dappertutto scarseggiavano le novità di rilievo. Nemmeno la borsa di Londra, che ieri era chiusa, ha fornito impulsi. Wall Street ha aperto positiva, ma ha poi virato in negativo. Diversi specialisti ritengono che qualcosa si potrebbe ancora muovere entro la fine dell'anno solo se il Dow Jones dovesse riuscire a superare la soglia dei 20'000 punti. Sul fronte interno ha a lungo trainato il mercato Novartis (+0,07% a 74,20 franchi), ma si è poi spenta nel finale. L'azione, seguita a distanza da Roche (-0,21% a 233,00 franchi) ha sembrato a tratti voler emergere, ma le speranze sono andate deluse: proprio il settore farmaceutico è almeno in parte all'origine della performance tuttora negativa quest'anno del mercato azionario elvetico, con l'SMI arretrato del 6%. Actelion (+0,81% a 223,00 franchi) ha presentato a lungo il segno meno, ma ha poi accelerato nelle ultime battute: alcuni osservatori si aspettano novità riguardo a possibili fusioni ancora prima della fine di dicembre. L'ultima indicazione ufficiale è che l'azienda renana sta conducendo negoziati esclusivi con Johnson&Johnson. Sono arretrate UBS (-0,12% a 16,16 franchi) e Julius Bär (-0,02% a 45,81 franchi), mentre si è difesa meglio Credit Suisse (+0,20% a 15,15 franchi), con Moody's che ha confermato il rating A1 dopo l'accordo da 5,3 miliardi negli Usa. In rosso ha terminato anche il comparto assicurativo: Swiss Life (-0,31% a 289,40 franchi) si è inserita tra Zurich (-0,04% a 281,20 franchi) e Swiss Re (-0,72% a 96,90 franchi). Fra i valori maggiormente sensibili alla congiuntura LafargeHolcim (+0,19% a 53,95 franchi), ABB (+0,60% a 21,79 franchi) e Geberit (+0,17% a 409,70 franchi) sono apparse più toniche di Adecco (-1,18% a 66,75 franchi). Positivo si è rivelato il segmento del lusso, con Richemont (+0,67% a 67,65 franchi) più ispirata di Swatch (+0,57% a 316,60 franchi). Non hanno presentato unanimità di vedute Givaudan (+0,38% a 1849,00 franchi), SGS (+0,44% a 2073,00 franchi), Swisscom (-0,28% a 455,80 franchi) e Syngenta (+0,12% a 409,60 franchi). Ha pesato negativamente sul listino il peso massimo difensivo Nestlé (-0,27% a 73,05 franchi). Nel mercato allargato sotto pressione si è mostrata Accu Holding (-38,05% a 0,70 franchi), dopo che l'autorità di sorveglianza della borsa SIX ha stabilito come il gruppo, in difficoltà finanziarie e con gravi problemi di liquidità, non sia più in grado di rispettare gli obblighi legati al mantenimento della quotazione: le azioni saranno perciò sospese dal 3 gennaio. Uscirà da parte sua definitivamente dalla borsa, ma in aprile, Norinvest Holding (-3,85% a 2,50 franchi): la decisione è stata presa per motivi di costi, tenendo conto anche dei bassi volumi di contrattazione.
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