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Economia
Borsa svizzera: chiude piatta, SMI +0,02%
Redazione
9 anni fa

La borsa svizzera chiude piatta una seduta trascorsa a lungo in territorio negativo. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 9019,31 punti, in progressione dello 0,02% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI ha guadagnato lo 0,01% a 10'263,55 punti. Molti investitori elvetici erano impegnati a verificare le loro posizioni in vista di un weekend lungo: diversi approfitteranno infatti della festa nazionale di martedì per fare il ponte. Un certo sostegno ai corsi è arrivato da dati congiunturali francesi e spagnoli, nonché dal sentimento economico dell'Eurozona, rimasto ai massimi da prima della crisi. Negli Usa il prodotto interno lordo nel secondo trimestre ha accelerato al +2,7%: una buona notizia per la Federal Reserve, che intende avviare a breve il processo di normalizzazione del bilancio. Intanto però visti gli ultimi sviluppi politici negli Usa i mercati tornano a interrogarsi sulle reali capacità della nuova amministrazione americana di tradurre in pratica le promesse elettorali, in particolare in ambito fiscale. Questo stato di cose ha conseguenze anche sulla forza del dollaro. Sempre sul fronte monetario fa discutere l'ulteriore indebolimento del franco: oggi l'euro ha sfiorato quota 1,14 franchi. Non pochi ritengono che la Banca nazionale svizzera stia attivamente aiutando questa evoluzione. Sotto i riflettori sono rimasti per tutta la giornata UBS (-2,87% a 16,90 franchi) e Credit Suisse (+3,14% a 15,13 franchi), che hanno pubblicato i trimestrali. L'istituto più grande ha soddisfatto sostanzialmente le attese, ma agli analisti non è piaciuto il calo della quota di fondi propri; anche il contributo all'utile da parte dell'amministrazione patrimoniale ha in parte deluso. Le cifre di Credit Suisse sono per contro piaciute, in particolare in relazione al controllo dei costi. E c'è chi sta vendendo UBS, realizzando in tal modo i guadagni, per comprare Credit Suisse, che presenta un potenziale maggiore. In negativo è restato il terzo bancario, Julius Bär (-1,01% a 54,10 franchi), mentre un po' più tonici sono apparsi gli assicurativi Zurich (invariata a 293,00 franchi), e Swiss Re (+0,11% a 92,80 franchi) e Swiss Life (+0,38% a 347,40 franchi). Bene orientata era la gran parte dei valori più sensibili ai cicli economici come ABB (+0,89% a 22,67 franchi), Adecco (+0,34% a 73,00 franchi), Geberit (+0,95% a 457,70 franchi) e LafargeHolcim (+0,35% a 57,55 franchi). Nel segmento del lusso Richemont (+1,61% a 81,90 franchi) è andata a braccetto con Swatch (+1,40% a 382,80 franchi). Hanno offerto accenti diversi i pesi massimi difensivi Nestlé (+0,18% a 81,70 franchi), Novartis (-0,12% a 81,65 franchi) e Roche (-0,16% a 242,50 franchi). Completano lo scacchiere delle 20 blue chip Givaudan (-0,16% a 1913,00 franchi), SGS (-1,10% a 2151,00 franchi), Sika (-0,08% a 6650,00 franchi) e Swisscom (-0,53% a 471,90 franchi). Hanno informato sull'andamento degli affari anche diverse aziende del mercato allargato: vanno segnalate Forbo (-5,23% a 1451,00 franchi), Bellevue Group (+3,21% a 19,30 franchi) APG SGA (-0,22% a 451,50 franchi) e Zehnder (+1,19% a 34,00 franchi). Sotto pressione era Myriad (-15,25% a 1,00 franchi), dopo l'annuncio di un aumento di capitale e di una possibile uscita dalla borsa.

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