
La Borsa svizzera ha chiuso l'ultima seduta della settimana in territorio negativo: rispetto a ieri l'indice SMI dei titoli guida ha segnato una contrazione dello 0,62% a 7'593,20 punti, mentre il listino completo SPI ha ceduto lo 0,65% a quota 8'332,71. I mercati hanno continuato a operare in un contesto di generale incertezza per l'esito delle elezioni presidenziali americane: proprio oggi Citigroup ha lanciato l'allarme affermando che una eventuale vittoria di Donald Trump potrebbe innescare un'ondata di vendite sui mercati e provocare un rallentamento della crescita americana, se non addirittura una recessione. Non hanno peraltro prodotto impulsi i dati sul mercato del lavoro USA, con l'annuncio della creazione a ottobre di 161'000 impieghi, sotto le attese, e la riduzione del tasso di disoccupazione al 4,9%. Sul fronte interno Richemont ha messo a segno una forte progressione (+5,15% a 66.35 franchi) anche se stamane ha annunciato utili semestrali in calo del 51% in conseguenza delle difficili condizioni del mercato del lusso. La performance negativa era attesa e gli analisti hanno guardato alle cifre di ottobre, in netta ripresa. La concorrente Swatch, approfittando indirettamente della situazione, ha a sua volta allungato il passo dell'1,73% (a 293.40 franchi). Di segno più, tra i valori ciclici, anche il gigante del cemento LafargeHolcim, che nel terzo trimestre dell'anno ha registrato un calo del fatturato, ma un aumento degli utili. Il titolo in Borsa ha guadagnato l'1,18% (a 51.35 franchi). Le altre blue chip invece sono tutte risultate di segno negativo. Tra i pesi massimi difensivi Roche è scivolata dell'1,17% (a 220.10 franchi, il livello più basso da tre anni), Novartis dell'1,16% (a 68.15 franchi) e il colosso dell'alimentare Nestlé dello 0,35% (a 70.50 franchi). L'andamento è stato decisamente negativo anche per le banche: Credit Suisse, che ieri aveva perso oltre il 7% dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali, è ulteriormente arretrata dell'1,38% (a 12.15 franchi). Giù anche Julius Bär (-1,52% a 38.29 franchi) e Ubs (-1,20% a 13.16 franchi). Sul mercato allargato crollo di Meyer Burger (-13,73% a 2.64 franchi), che nel corso della seduta è arrivata a perdere fino al 25%. Le cause precise di questo scivolone non sono ancora state identificate, ma taluni operatori hanno parlato di problemi finanziari.
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