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Economia
Borsa svizzera chiude negativa, SMI -0,82
Redazione
9 anni fa

La Borsa svizzera ha chiuso la seduta in territorio negativo, con l'indice SMI dei principali titoli in flessione dello 0,82% a 9'233,52 punti. L'indice complessivo SPI è sceso nelle stesse proporzioni a quota 10'547,64. Sulle piazze europee hanno pesato le incertezze legate alla crisi catalana, mentre sul piano macroeconomico da segnalare il dato sulle richieste di sussidi alla disoccupazione negli Stati Uniti, calate ai minimi da marzo 1973. Oggi ricorreva peraltro il trentesimo anniversario del "lunedì nero" del 1987, che secondo gli esperti avrebbe condizionato negativamente gli investitori sul piano psicologico. L'attenzione sul fronte interno era puntata su Roche, che sui primi nove mesi dell'anno ha pubblicato un fatturato in rialzo del 5%, e su Nestlé, il cui volume d'affari sui tre trimestri è calato dello 0,4% a causa di cessioni di attività, mentre è salito del 2,6% in termini di crescita organica. La società farmaceutica Roche, destinata a confrontarsi con un'accresciuta concorrenza sul piano dei medicinali antitumorali, è scivolata del 2,33% (a 238.60 franchi) e il colosso dell'alimentare Nestlé dell'1,0% (a 83.90 franchi). La multinazionale di Vevey ha anche indicato che la spesa da addebitare quest'anno alla ristrutturazione aziendale sarà più alta del previsto. Più contenuto (-0,35% a 84.35 franchi l'arretramento del terzo peso massimo difensivo Novartis, che oggi ha annunciato la chiusura di un centro di produzione di medicinali generici negli USA, reagendo in tal modo all'erosione dei prezzi nel settore. La misura comporterà la cancellazione di 400 posti di lavoro. Pesante, tra i bancari, Julius Bär (-1,79% a 57.50 franchi). Credit Suisse, dopo la chiacchierata proposta di dividere l'istituto in più unità, ha perso lo 0,64% (a 15.55 franchi). Il piano per lo "spezzatino", avanzato dal fondo di investimento zurighese RBR, , sarà illustrato domani a New York. Più o meno sulla stessa linea UBS (-0,71% a 16.86 franchi). Nel comparto assicurativo SwissLife è scivolata dello 0,32% (a 342.40 franchi): Swiss Re è viceversa rimasta a galla (+0,44% a 90.55 franchi), così come Zurich (+0,72% a 294.30 franchi). L'assicuratore zurighese ha reso noto che gli uragani Harvey, Irma e Maria avranno un forte impatto con costi totali di 700 milioni di franchi, meno comunque di quanto temuto. Richemont, nel segmento del lusso, si è indebolita dell'1,12% (a 88.25 franchi) e la concorrente Swatch dell'1,59% (a 389.10 franchi): le due società non hanno quindi approfittato del dato di settembre relativo alle esportazioni di orologi, che è salito del 3,7% su base annua. Prevalentemente negativo l'andamento dei valori più sensibili ai cicli economici, con Adecco a -0,72% (a 76.10 franchi), Geberit a -0,43% (a 464.40 franchi) e Sika a -0,77% (a 7'080.00 franchi). In controtendenza LafargeHolcim (+0,27% a 56.45 franchi) e soprattutto ABB (+1,10% a 24.75 franchi) , che ha staccato una commessa da 130 milioni in Gran Bretagna. Completano il quadro dei 20 titoli principali Givaudan (-0,42% a 2'154.00 franchi), Lonza (-1,50 % a 256.00 franchi), SGS (-0,0,4% a 2'330.00 franchi) e Swisscom (-0,66% a 496.50 franchi). Sul mercato allargato hanno informato sull'andamento degli affari GAM (-1,59% a 15.50 franchi), Inficon (-5,30% a 608.00 franchi ) e Panalpina (-0,82% a 133.50 franchi ). Temenos, che ieri sera ha presentato i risultati trimestrali, ha guadagnato l'1,52% (a 106.80 franchi).

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