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Economia
Borsa svizzera chiude negativa, SMI -0,18%
Redazione
9 anni fa

La Borsa svizzera ha chiuso l'ultima seduta della settimana in territorio negativo, con l'indice SMI dei principali titoli in flessione dello 0,18% a 9.183,42 punti, mentre l'indice complessivo SPI è sceso dello 0,12% a quota 10.531,06. Sul piano politico hanno pesato le incertezze legate alla crisi catalana, acuitesi dopo la dichiarazione unilaterale d'indipendenza da parte del parlamento di Barcellona, che hanno innervosito gli investitori, alcuni dei quali hanno preferito vendere e incamerare i guadagni accumulati. Dagli Usa è intanto giunta notizia delle prime stime relative al pil americano, cresciuto nel terzo trimestre del 3% nonostante gli uragani Harvey e Irma che si sono abbattuti su Texas e Florida. Il dato è superiore alle attese degli analisti. Sopra le aspettative anche il dato relativo ai consumi, saliti del 2,4%. Sul fronte interno l'attenzione era puntata su UBS, che stamane ha annunciato utili sul terzo trimestre di 946 milioni di franchi, in aumento del 14% su base annua. La performance, anche in questo caso, è migliore delle previsioni ma il titolo in borsa, dopo una partenza in netto rialzo, si è progressivamente spento scivolando sotto la soglia della parità (-0,76% a 17.08 franchi), forse a causa della grande prudenza manifestata dall'istituto relativamente agli obiettivi futuri. Deboli pure Credit Suisse, che ha ceduto l'1,06% (a 15.88 franchi), e Julius Bär (-1,51% a 58.70 franchi). Nel comparto assicurativo hanno ceduto terreno SwissLife (-1,56% a 348.00 franchi), Swiss Re (-0,48% a 93.90 franchi) e in misura minore Zurich (-0,23% a 303.20 franchi). Stamane ha informato sull'andamento degli affari anche LafargeHolcim, che nel terzo trimestre ha accusato un calo degli utili del 58,5% a 433 milioni di franchi. L'azione del colosso del cemento, scivolato in apertura di contrattazioni di oltre il 2%, si è solo in parte ripresa (-0,87% a 56.85 franchi). Contrastati gli altri valori ciclici, più sensibili alle variazioni congiunturali: ABB è arretrata dello 0,12% (a 25.29 franchi) e Sika dello 0,14% (a 7'375.00 franchi); sono avanzate invece Adecco (+0,45% a 78.05 franchi) e Geberit (+0,70% a 474.90 franchi). Tra i pesi massimi difensivi, giudicati resistenti alle crisi, solo Roche ha sostenuto i listini (+0,13% a 230.10 franchi). Poco dinamici invece la concorrente Novartis (-0,31% a 81.05 franchi) e il gigante dell'alimentare Nestlé (-0,18% a 82.65 franchi). Completano il quadro dei 20 titoli principali Givaudan (+0,68% a 2'220.00 franchi), Lonza (+1,17% a 267.10 franchi), SGS (+0,12% a 2'411.00 franchi) e Swisscom (+0,02% a 499.00 franchi). Sul mercato allargato Clariant, che è arrivata a perdere oltre il 6%, ha contenuto il movimento al ribasso (-0,94% a 25.30 franchi): il gruppo chimico basilese ha reso noto in apertura di seduta che rinunciava alla fusione con l'americana Huntsman. Meyer Burger, che ha staccato una nuova commessa, è salita del 3,98% (a 1.83 franchi).

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