
La Borsa svizzera ha chiuso una giornata altalenante in territorio negativo. Le perdite si sono approfondite sul finale di seduta, parallelamente al passaggio al di sotto della parità di Wall Street. L'indice dei titoli guida SMI ha terminato gli scambi a quota 4358, in calo dell'1,81%. L'indice complessivo SPI ha chiuso con una flessione dell'1,70% a quota 3663,36. Di oggi la conferma che l'economia elvetica è in recessione. Il prodotto interno lordo ha subito una contrazione dello 0,3% tra ottobre e dicembre, rispetto ai tre mesi precedenti. Per il terzo trimestre risulta una diminuzione di 0,1 punti percentuali. Il commissario Ue agli affari economici Joaquin Alumni dal canto suo non ha escluso una revisione al ribasso delle stime sull'andamento dell'economia nel Vecchio Continente. Il presidente dell'americana Federal Reserve ha ammesso che finora non si è riusciti a stabilizzare il sistema finanziario. Fra le blue chip elvetiche si è messa in luce la Roche: dopo il forte calo di ieri, il titolo ha guadagnato il 2,50% (a 127,20 franchi). Ieri la filiale californiana Genentech aveva ribadito che gli 86,50 dollari offerti dal gruppo basilese per ogni suo titolo per rilevare le azioni non ancora in suo possesso è troppo basso. La Novartis è in calo del 2,96% (a 40,02 franchi), la Nestlé ha subito un tonfo del 4,01% (a 35,42 franchi). Nel comparto finanziario, fortemente sotto pressione ieri, l'UBS è leggermente positiva (+0,10% a 9,89 franchi), mentre il Credit Suisse è in ribasso, ma un po' meno della mattinata (-3,94% a 25,82 franchi). Crollo invece per Julius Bär che ha lasciato sul terreno il 13,11% (a 21,60 franchi). L'UBS ha beneficiato del giudizio dato da Citigroup. La banca americana ha invece peggiorato quello sul Credit Suisse. Fra gli assicurativi, Swiss Re ha recuperato un po' di terreno rispetto a ieri, chiudendo con un +3,61% (a 13,78 franchi). Stabilità per la Bâloise (a 63,30 franchi), mentre Zurich Financial scende dello 0,98% (a 151,50 franchi) e Swiss Life dello 0,74% (a 53,50 franchi). Nel listino allargato Kühne & Nagel è salita del 5,37% (a 56,90 franchi). Il gruppo svittese attivo nei settori dei trasporti e della logistica ha registrato lo scorso anno il miglior esercizio della sua storia. L'utile netto è cresciuto del 9% a 585 milioni di franchi, il fatturato del 3% a 21,6 miliardi. Il dividendo sarà aumentato del 21% a 2,30 franchi. Barry Callebaut è in aumento del 6,25% (a 510 franchi). Il gigante mondiale nella produzione di cioccolato ha firmato una lettera d'intenti con il concorrente spagnolo Natra, in vista di un possibile avvicinamento. ATS
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