
Inizio di settimana negativo per la Borsa svizzera: l'SMI ha chiuso le contrattazioni perdendo lo 0,37% a 8'147,68 punti. Stesso andamento per l'SPI, che alla fine ha subito un calo dello 0,36% a 7'656,90 punti. Sui mercati ha pesato dapprima la flessione delle borse asiatiche, deluse dal dato sulla produzione industriale cinese, e poi l'ipotesi di aumento di capitale di Commerzbank. A Zurigo, hanno chiuso in contrazione le grandi banche, con UBS a -1,44% (a 17,10 franchi) e Credit Suisse a -0,84% (a 28,28 franchi). Da parte sua Julius Bär ha guadagnato lo 0,26% (a 38,68 franchi). In negativo anche i pesi massimi difensivi, con Novartis (-0,35% a 71,45 franchi) e Roche (-0,08% a 242,50 franchi) che alla fine hanno comunque ridotto le perdite, mentre Nestlé ha terminato la seduta invariata (a 66,90 franchi). In netta perdita anche Transocean (-1,81% a 51,55 franchi), dopo che stamane il presidente del consiglio d'amministrazione Michael Talbert ha annunciato che si dimetterà al più tardi nel 2014. Da segnalare, tra le blue chip in rialzo, Adecco (+0,09% a 54,25 franchi), Geberit (+0,21% a 236,80 franchi), Givaudan (+0,56% a 1'267 franchi), Richemont (+1,01% a 80,25 franchi) e Swatch Group (+0,18% a 555 franchi). Nell'indice allargato, Schaffner ha perso l'1,30% (a 220,90 franchi), nonostante abbia leggermente migliorato i risultati nel primo semestre dell'esercizio 2012/2013, chiusosi a fine marzo. Il produttore solettese di componenti elettriche ha infatti registrato un utile netto di 299'000 franchi, in crescita del 3,9%. In un anno, il fatturato è aumentato dell'11% a 89,6 milioni. ATS
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