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Economia
Borsa svizzera chiude in rosso, SMI -0,53%
Redazione
12 anni fa

La borsa svizzera ha passato pressoché tutta la mattinata in positivo, ma poi alle 11.26 è passata sotto la linea di demarcazione e non si è più risollevata. Il dato sulla disoccupazione Usa, ai minimi da sei anni, non ha modificato l'andamento dei listini. L'indice dei valori guida SMI ha chiuso a 8816,92 punti (-0,53% rispetto a ieri), mentre quello globale SPI ha finito pure con una perdita dello 0,53% a 8676,38 punti. Va tenuto conto che ieri lo SMI ha raggiunto un massimo intraday da più anni. Gli ambienti finanziari giudicano che i sostanziosi progressi della borsa svizzera nelle ultime settimane non lasciano un grande margine di progressione. Inoltre, le indicazioni dall'estero non provocano scossoni. Il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti è sceso in ottobre al 5,8%, ai minimi degli ultimi sei anni. In settembre era al 5,9%, livello al quale gli analisti prevedevano si fermasse anche lo scorso mese. La disoccupazione è scesa anche se più persone sono entrate nella forza lavoro, aumentando il tasso della popolazione che lavora, ai massimi degli ultimi cinque anni. L'economia americana ha creato in ottobre, per il nono mese consecutivo, più di 200'000 posti di lavoro, mostrando una ripresa del mercato. I +214'000 posti creati in ottobre seguono i 256'000 di settembre. Taluni osservatori hanno fatto notare che un'evoluzione positiva sul mercato del lavoro potrebbe costringere la Fed ad aumentare il suo tasso principale, il che avrebbe un impatto sui mercati. Tra le blue chip, Swiss Re e Richemont hanno presentato i risultati per gli ultimi mesi. Il riassicuratore ha sorpreso molto positivamente gli analisti, mentre il gruppo del lusso ha deluso gli analisti ma non gli investitori. Nel terzo trimestre il numero due mondiale della riassicurazione ha realizzato un utile netto di 1,227 miliardi di dollari, a fronte di 1,072 miliardi nello stesso periodo del 2013, mentre la raccolta premi è salita da 7,475 a 8,312 miliardi. Il titolo ha guadagnato l'1,98% (a 79,65 franchi). Nel primo semestre dell'esercizio 2014-2015, chiusosi a fine settembre, Richemont ha registrato un utile netto di 907 milioni di euro (1,09 miliardi di franchi), in flessione del 23% rispetto a un anno prima. Il risultato operativo è a sua volta diminuito (-4%) a 1,31 miliardi di euro, mentre il fatturato è aumentato del 2% a 5,43 miliardi di euro. L'azione è progredita del 4,47% (a 84,10 franchi). L'operatore americano di piattaforme petrolifere Transocean, con sede sociale a Zugo e quotato alla borsa svizzera, ha rinviato la pubblicazione dei conti trimestrali, prevista ieri sera, in seguito a un ammortamento per rettifiche di valore di 1,97 miliardi di dollari nei contratti di trivellazione. La pubblicazione del rapporto è rimandata sine die. Il gruppo prevede inoltre una riduzione del valore delle piattaforme pari a 788 milioni di dollari a causa del peggioramento delle prospettive dovuto al calo del prezzo del petrolio e il minore sfruttamento degli impianti. Sul mezzogiorno il titolo è stato temporaneamente sospeso alla Borsa svizzera. Poco prima dello "stop" saliva di circa l'1%, poi ha passato parte del pomeriggio in rosso ma in chiusura ha segnato un +2,51% (a 28,60 franchi). In chiaro segno positivo anche Syngenta (+1,47% a 303,70 franchi) e Holcim (+1,10% a a 68,85 franchi). In calo la maggior parte dei titoli tra cui i pesi massimi Nestlé (-0,50% a 70,30 franchi), Novartis (-1,23% a 88,65 franchi) e Roche (-1,60% a 282,40 franchi). Particolarmente male fa Swisscom (-2,93% a 547,00 franchi) e, in misura minore, Adecco (-1,18% a 62,85 franchi): JP Morgan ha rivisto al ribasso l'obiettivo del corso dell'operatore telecom; lo stesso ha fatto Goldman Sachs per Adecco. Entrambi hanno presentato ieri i loro risultati intermedi e chiuso la seduta in forte calo.

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