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Economia
Borsa svizzera: chiude in ribasso, SMI -1,38%
Redazione
10 anni fa

Ancora una seduta negativa per la borsa svizzera, la terza consecutiva e in controtendenza rispetto ad altre piazze europee: l'indice dei valori guida SMI ha chiuso a 7741,82 punti, in flessione dell'1,38% rispetto a ieri. Il listino globale SPI ha perso l'1,17% a 8491,66 punti. Dopo aver aperto in rialzo, sulla scia del buon andamento di Wall Street e delle borse asiatiche, il mercato ha rapidamente virato in negativo e da allora non è più stato in grado di riprendersi, scendendo anche sotto i 7800 punti SMI, una trincea riconquistata solo due settimane or sono. L'attività è risultata moderata, complice la mancanza di impulsi e l'approssimarsi della festività americana del Thanksgiving: giovedì Wall Street sarà chiusa e venerdì presenterà un orario ridotto. Gli investitori sembrano aspettare l'avvio delle vendite natalizie - con il "Black Friday" - per tastare il polso alla congiuntura. Anche il sostegno fornito ad altre borse continentali dalla ripresa del prezzo del petrolio e dall'apertura odierna di Wall Street, con il Dow Jones salito per la prima volta nella storia oltre i 19'000 punti, non è stato sufficiente per superare la ritrosia a impegnarsi. Per quanto riguarda i singoli titoli in primo piano sono rimasti per tutta la giornata Swatch (-3,61% a 285,60 franchi) e Richemont (-2,96% a 63,90 franchi), penalizzate dal calo dell'export orologiero in ottobre. LafargeHolcim (+1,49% a 54,35 franchi) non ha per contro sofferto per l'annuncio di Moody's di un possibile abbassamento del rating: gli azionisti hanno sembrato preferire la prospettiva di un aumento dei dividendi. Fra gli altri valori particolarmente sensibili alla congiuntura è continuato il trend positivo di Adecco (+0,89% a 62,55 franchi), cui si è accodata con minor dinamismo anche ABB (+0,19% a 20,89 franchi), mentre ha arrancato Geberit (-0,42% a 403,20 franchi). Hanno perso un po' di smalto nel pomeriggio rispetto alla mattinata i bancari UBS (+0,38% a 15,90 franchi), Credit Suisse (+0,14% a 13,98 franchi) e Julius Bär (+0,43% a 44,80 franchi). Sempre nel comparto finanziario si sono mossi bene gli assicurativi Zurich (+1,28% a 268,30 franchi), Swiss Life (+1,17% a 276,60 franchi) e Swiss Re (+0,70% a 93,20 franchi). Hanno inciso negativamente sul listino i farmaceutici Novartis (-3,04% a 68,50 franchi), Roche (-3,12% a 223,70 franchi) e - in misura assai minore - Actelion (-1,74% a 152,30 franchi): dopo l'euforia seguita all'elezione di Donald Trump alla presidenza Usa sembra si stia facendo strada una certa disillusione e molti si sono affrettati a realizzare i guadagni. Ha frenato non poco anche il più importante peso massimo difensivo, Nestlé (-1,10% a 67,40 franchi). Syngenta (+0,05% a 388,00 franchi) ha continuato a mostrare un andamento volatile, che segue il crescere o il diminuire dei dubbi relativi alla fusione con ChemChina. Completano lo scacchiere dei 20 titoli principali Givaudan (-0,67% a 1787,00 franchi), SGS (-0,25% a 2000,00 franchi) e Swisscom (-0,07% a 432,50 franchi). Nel mercato allargato Aevis (-0,63% a 63,50 franchi) ha informato sull'andamento degli affari dopo nove mesi. Partners Group (-0,15% a 495,75 franchi) ha annunciato un investimento miliardario in Australia. Vontobel (-0,20% a 51,10 franchi) ha riorganizzato il suo azionariato dopo la morte del patriarca Hans Vontobel, avvenuta all'inizio dell'anno.

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