
La Borsa svizzera ha chiuso con un netto ribasso una giornata trascorsa praticamente sempre al di sotto della parità, per effetto dei realizzi di guadagno, stando agli operatori. Le perdite si erano azzerate dopo i dati Usa sulle richieste di disoccupazione migliori delle attese degli analisti. Ma in seguito i listini sono tornati a scendere, parallelamente alla perdita di velocità di Wall Street, sulla scia del dato sulle vendite di case esistenti negli Stati Uniti, che ad agosto ha segnato un inaspettato calo del 2,7%. Lo SMI ha terminato la seduta a quota 6275,44, in flessione dell'1,17%. L'allargato SPI ha chiuso a 5422,02 punti (pure -1,17%). Sul clima delle contrattazioni ha pesato anche l'indice Ifo, che misura il clima di fiducia fra le imprese tedesche. Il barometro in settembre ha toccato i massimi da un anno a questa parte salendo a 91,3 punti da 90,5 del mese precedente, un risultato tuttavia inferiore alle attese degli analisti, che avevano previsto un rialzo a 92 punti. Perdite marcate per le blue chip bancarie: l'UBS ha subito una contrazione del 2,20% (a 19,09 franchi), il Credit Suisse dell'1,79% (a 57,65 franchi), la Julius Bär del 3,16% (a 55,25 franchi). Le azioni della filiale americana della Bär Artio Global sono state quotate oggi per la prima volta a Wall Street. Hanno aperto a 27,30 dollari, contro un prezzo di emissione di 26 dollari. Fra gli assicurativi, Zurich Financial ha lasciato sul terreno l'1,77% (a 239,20 franchi), Swiss Re l'1,27% (a 46,72 franchi) e Swiss Life lo 0,84% (a 117,50 franchi). Quanto ai pesi massimi difensivi, la Nestlé è scesa dello 0,68% (a 43,82 franchi), la Novartis dello 0,20% (a 50,15 franchi) e la Roche dell'1,07% (a 167 franchi). Il ribasso più consistente è stato di Syngenta: -3,98% (a 233,80 franchi). Il solo titolo guida in controtendenza è SGS, rientrato a inizio settimana nel listino principale: +0,66% a 1364 franchi. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

